pfcasini«Il Terzo Polo è finito, ora bisogna schierarsi». E’ un insolito Pier Ferdinando Casini a fare un’affermazione del genere. Il leader dell’Udc fa autocritica e, con realismo, spiega che «la riforma della legge elettorale asseconda un cambiamento dettato dalla politica: io ho lavorato sempre per fare un terzo polo, alla fine è arrivato Grillo e l’ha fatto lui il terzo polo alla faccia di Casini, di Monti e di tutti gli altri».


Occorre dargli ato di onestà intellettuale oltre che di abilità politica. Compreso che il progetto di un centro è ormai velleitario cerca la strada delle alleazne.
Con chi? Per questo c’è tempo anche se la strada verso il centrodestra è quella che appare più probabile.
E sulla nuova legge elettorale la strategia non è quella della demonizzazione dello sbarramento del 5%. Piuttosto nel mirino c’è il ballottaggio. «È troppo bassa la soglia al 35% per accedere al premio di maggioranza. Bisogna tenere conto della sentenza della Consulta sul Porcellum». In sostanza – è il sottotesto – bisogna fare in modo che il vincitore venga definito dal secondo turno in modo da moltiplicare il valore aggiunto e la forza contrattuale dei piccoli partiti. Un antidoto contro la marginalità e un viatico per provare e meritarsi l’appellativo più ambito: quello di ago della bilancia.

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