renzusconi-renzi-berlusconi-228706L’incontro di sabato tra i leader di Pd e Forza Italia che hanno fatto il punto sulla nuova legge elettorale e altre riforme sta sollevando molte polemiche.
L’intesa tra i due non è piacviuta nè agli alleati nè agli avversari


Di fronte a Silvio Berlusconi nella sede del Pd “da dirigente mi sono un po’ vergognato”. Stefano Fassina torna ad attaccare Matteo Renzi. Quel colloquio del segretario “è stato un errore che non andava fatto”. Secondo Fassina infatti In nome “della realpolitik” con l’incontro di Renzi con Silvio Berlusconi il Pd sembra sancire “che per convenienza politica la legge non è uguale per tutti” perché un conto è confrontarsi con i capigruppo Fi, altro è farlo con il Cavaliere che ha subito una condanna definitiva. Sul modello di riforma della legge elettorale Fassina poi rilancia: “Ascoltiamo i circoli, gli iscritti del Pd. Lo Statuto prevede questa possibilità. Con internet lo possiamo fare nel giro di qualche giorno”. Personalmente il dirigente Dem ribadisce la sua preferenza per il doppio turno, mentre con il sistema spagnolo, a suo giudizio, “il giorno dopo le elezioni i partitini torneranno a fare quello che hanno fatto in questi anni, ricattare…”.
Dopo 20 anni di chiacchiere’, un accordo ‘alla luce del sole’ per ‘cambiare le regole del gioco’ è a portata di mano. Renzi replica così, indirettamente, su Facebook alle critiche della minoranza del Pd all’intesa con Berlusconi. Cuperlo, infatti, chiede di ‘partire dalla maggioranza’ per la legge elettorale e torna a invocare un nuovo governo.
“La Profonda Sintonia con un pregiudicato al quale vengono affidate le sorti del Paese attraverso una nuova legge elettorale è un’allucinazione. Non può succedere che chi è stato scaraventato fuori dalla finestra del Senato per frode fiscale dal M5S con i voti del Pd sia chiamato a fare le leggi dal Pd”. Lo scrive Beppe Grillo sul suo blog, a proposito dell’incontro tra Silvio Berlusconi e Matteo Renzi. “Chiunque sano di mente -aggiunge- non ci può credere. E’ un’allucinazione. Suvvia, non può essere che il pregiudicato entri un sabato pomeriggio nella sede del Pd di Roma come se fosse Augusto portato in trionfo. Non è vero, non è vero, NON E’ VERO!”. “Le leggi -prosegue- si fanno in Parlamento non in una stanza con due extraparlamentari, uno in attesa del gabbio. Ripetiamolo davanti allo specchio con gli occhi chiusi che è una fantasia malata della nostra mente e l’immagine di una democrazia trasformata in farsa e in dittatura forse scomparirà. Profonda Sintonia, Profondo Rosso, Sprofonda Italia”.
Netto il vicepremier Alfano che adotta toni molto aspri per commentare l’incontro: “Si scordino di fare la legge elettorale senza di noi: non possono farla e non la faranno – minaccia il leader del Nuovo Centrodestra – Si scordino anche di farla contro di noi”.

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