farmaciNel nostro Paese sono irreperibili farmaci vitali come antitumorali, eparine, antipsicotici e broncodilatatori: è una “vera e propria emergenza” quella provocata  a Roma e in tutta Italia dal mercato parallelo dei farmaci in Paesi europei più redditizi.

Così denuncia (l’associazione dei titolari di farmacie) che, dopo l’esposto in Procura a luglio, ieri ha scritto all’Aifa.
Federfarma, nella lettera scritta all’Agenzia Italiana del Farmaco, chiede “immediati provvedimenti” per evitare ulteriori contingentamenti di medicinali che metterebbero a rischio la salute e la vita stessa dei cittadini.
“A distanza di sei mesi nulla è cambiato, anzi la situazione è peggiorata”, si legge nella lettera inviata all’Aifa dal presidente dell’associazione, Franco Caprino, che evidenzia come siano oramai “tantissime le farmacie a Roma che si lamentano per l’assenza di molti di questi farmaci”.
Il vantaggio per chi opera nel mercato parallelo, che siano aziende produttrici, grossisti o farmacie con autorizzazione all’ingrosso, è meramente economico: l’esportazione viene infatti effettuata solo per quei farmaci che in Italia hanno un prezzo al pubblico/farmacia inferiore rispetto a quello degli altri Paesi europei, guadagnando così sulla plusvalenza che si matura nel vendere il farmaco sul territorio estero. Per questo – aggiunge Caprino – chiediamo un intervento deciso per arginare il fenomeno dell’export parallelo, ipotizzando addirittura il blocco temporaneo delle esportazioni parallele, così da poter garantire la continuità terapeutica a migliaia di cittadini oramai costretti ad affannose ricerche per i farmaci che quasi sempre sono poi introvabili”.

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