sorrentino-paoloIl film con Toni Servillo ha trionfato come miglior lungometraggio straniero.
Era dal 1989 (con “Nuovo Cinema Paradiso” di Giuseppe Tornatore) che l’Italia non vinceva un Golden Globe, ma Paolo Sorrentino ha rotto l’incantesimo. Ci voleva Jep Gambardella, il giornalista mondano che ci porta per mano a scoprire la grande bellezza, decadente e frivola, di Roma (e dell’Italia), per riportare il nostro Paese a sperare, quanto meno nel suo cinema.

 

Il riconoscimento a Sorrentino è un passo in più verso gli Oscar, le cui nomination saranno annunciate il 16 gennaio. Il film con Toni Servillo ha infatti battutto durissimi avversari come “Il sospetto”, “La vita di Adele”, trionfatore a Cannes, “Il passato” e “The Wind Rises”.
“Dodici anni schiavo” di Steve McQueen e “American Hustle – L’apparenza inganna” di Davod O. Russell vincono rispettivamente come miglior film drammatico e miglior commedia o musical e quest’ultimo si aggiudica anche altri due premi in campo femminile con Amy Adams, migliore attrice protagonista di commedia e Jennifer Lawrence, miglior attrice non protagonista, che si rivela sempre di più una delle giovanissime star più interessanti di Hollywood.
«Grazie Italia, questo è un Paese davvero strano ma bellissimo» ha detto Sorrentino nel ritirare il premio. Non se lo aspettava, ha poi raccontato. «Non mi è stato anticipato niente, è stata una grande emozione. Agli americani è piaciuta la libertà con cui è stato utilizzato il mezzo cinematografico e questa grande cavalcata dentro Roma e una certa umanità».
I Golden Globes si differenziano dagli Oscar proprio per la scelta di differenziare i ruoli drammatici da quelli brillanti, una scelta che raddoppia le statuette assegnate ma che talvolta categorizza i film in maniera non del tutto accurata. Fra le attrici hanno vinto Amy Adams, migliore attrice brillante per “American Hustle”, e Cate Blanchett, migliore attrice drammatica per la sua interpretazione in “Blue Jasmine” di Woody Allen, a cui è andato il premio alla carriera Cecile B. DeMille. Come di consueto Allen non era presente e a ritirare per lui il riconoscimento è stata Diane Keaton. “American Hustle” è stato il film che ha vinto di più, aggiudicandosi anche la statuetta alla migliore attrice non protagonista, Jennifer Lawrence, mentre il Globo d’oro al miglior regista è andato ad Alfonso Cuaron, che ha diretto Sandra Bullock e George Clooney in “Gravity”. I giornalisti della Hfpa premiano anche la televisione: a vincere sono stati Breaking Bad, miglior serie drammatica, e Brooklyn Nine-Nine, miglior serie brillante.

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