aldaDegiroOgni giorno ha la sua pena dice l’Ecclesiaste. E per Letta al governo la pena odierna si chiama Nunzia De Girolamo. E’ di nuovo bufera sull’esecutivo:  da una parte le polemiche che coinvolgono il ministro Nunzia Di Girolamo, dall’altro le ipotesi di rimpasto e gli “ultimatum” dei Renziani.

La titolare del dicastero alle Politiche agricole era stata attaccata ieri dall’MS5 che hanno preparato  una mozione di sfiducia per la vicenda della Sanità nel Beneventano e in seguito difesa dal vicepremier Alfano. Immediato il commento anche di un’esponente della nuova segreteria Pd di Renzi, la responsabile alle Riforme. “Purtroppo è una vicenda un po’ triste, mi spiace molto. Il Pd ha chiesto che venga in Aula e il ministro ha dato la sua disponibilità. Sentiremo cosa ha da dire. Ascoltiamo prima e cerchiamo di vedere meglio”.
L’attacco al ministro per una vicenda inquietante (la diffusione su un  quotidiano di una telefonata di due anni fa registrata da un invitato a casa del ministro all’epoca semplice parlamentare del Pdl) è anche e soprattutto un attacco al Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano. Una prova di forza del PD renziano verso un alleato sempre più debole e confuso.
“Sono più che disponibile a chiarire al più presto in Parlamento gli aspetti di questa sconcertante vicenda che mi vede sottoposta a un linciaggio mediatico senza precedenti pur non essendo io coinvolta nell’indagine”, afferma in una nota il ministro delle Politiche agricole. “Ribadisco di essere vittima di registrazioni abusive in casa mia – sottolinea De Girolamo – da parte di chi è stato sottoposto a misura cautelare dalla magistratura per presunti reati commessi nell’Asl di Benevento e di testimonianze raccolte dai giornali da parte di personaggi gia’ noti alle forze dell’ordine e ai giudici”.
“Constato con amarezza che la scala dei valori – spiega ancora De Girolamo – viene sovvertita e chi è accusato di aver violato la legge viene ritenuto più credibile di chi invece la legge l’ha rispettata. Con la fermezza e la determinazione di chi è più che sicura di non aver commesso nulla di irregolare e di illecito – a meno che le parole in libertà pronunciate nella propria abitazione lo siano – sono pronta a fornire ai colleghi parlamentari tutte le informazioni reali rispetto alle ricostruzioni distorte apparse in queste ore di accanimento, ribadendo totale e incondizionata fiducia negli accertamenti compiuti da parte chi ha, per Costituzione, il compito di farlo e cioè la magistratura”. “Il mio mandato ministeriale è, sin dal primo giorno del mio insediamento, nelle mani del Presidente del Consiglio – conclude De Girolamo – ma sono pronta a difendere con tutte le forze che ho in corpo la mia dignità e la mia onestà”.
Ma il caso De Girolamo è solo una delle spine del premier.  Sempre aperta resta la questione del rimpasto. Un tema di cui nessuno vuol parlare ma che è sempre allì’ordine del giorno.
A parte la De Girolamo altri ministri sono in bilico a comincare dalla Canecllieri e dalla Bonino.

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