crisi-economica-anzianiUna famiglia su 4 fa fatica a pagare tasse o consumi e il 70% è in difficoltà se deve affrontare una spesa imprevista. Lo rileva il Censis, che parla di “fragilità” per “una larga parte del Paese”. L’incertezza, spiega il Centro studi, “ha preso il sopravvento” sulle famiglie assumendo “la forma della preoccupazione e dell’inquietudine” e il calo dei consumi è sintomo di “un Paese sotto sforzo”, “smarrito, fiaccato da una crisi persistente”.


Nel 2013, secondo il Rapporto annuale del Censis, “il 69% ha indicato una riduzione e un peggioramento della capacità di spesa”.
 Il 14% degli italiani, secondo il Censis, teme di perdere la propria occupazione e “il 2013 si chiude con la sensazione di una dilagante incertezza sul futuro del lavoro. Sono quasi 6 milioni gli occupati che si trovano a fare i conti con situazioni di precarietà lavorativa”, ai quali si aggiungono 4,3 milioni che non trovano un’occupazione.
 La crisi ha portato “una nuova sobrietà”: gli italiani evitano “sprechi ed eccessi”. Si tira la cinghia per risparmiare anche perché “i continui cambiamenti” fiscali “non consentono di effettuare previsioni di spesa”. Se il 76% dà la caccia alle promozioni nei supermercati e aumenta il numero di persone che va al mercato, il 53% ha ridotto spostamenti con auto e scooter, il 68% ha tagliato cinema e altri svaghi, il 45% ha ridotto o rinunciato negli ultimi 12 mesi al ristorante.
La “fuga” degli italiani all’estero non conosce soste: nell’ultimo decennio il numero di chi ha trasferito la residenza è più che raddoppiato, da 50mila a 106mila. Ma è stato soprattutto nel 2012 che l’incremento ha visto un boom: +28,8% tra il 2011 e il 2012. Sono soprattutto giovani: il 54,1% ha meno di 35 anni. Tuttavia la crisi ha fatto emergere nel mondo dell’imprenditoria soggetti nuovi che si sono rimboccati le maniche mettendosi in proprio. E’ il caso delle donne e degli immigrati. Le imprese “rosa” nell’ultimo anno sono aumentate di 5mila unità e la variazione è di +0,3% rispetto al complessivo +0,1%. Anche gli immigrati, “di fronte alle difficoltà di trovare un lavoro dipendente, costretti a lavorare per rimanere in Italia, si assumono il rischio di aprire nuove imprese”. Nel 2012, riferisce il Censis, sono 379.584 gli imprenditori nati all’estero che lavorano in Italia, con una crescita del 16,5% tra il 2009 e il 2012 e del 4,4% solo nell’ultimo anno
Cresce il divario tra Sud e Centro-Nord: il Pil pro-capite nel Mezzogiorno è di 17.957 euro, il 57% di quello del Centro-Nord, e inferiore ai livelli di Grecia e Spagna. Lo evidenzia il Censis che parla del Meridione come di “un problema irrisolto”. Decresce il contributo del Sud alla ricchezza del Paese: “L’incidenza del Pil del Mezzogiorno su quello nazionale è passata dal 24,3% al 23,4% nel periodo 2007-2012, frutto di una contrazione di 41 miliardi, il 36% dei 113 persi dall’Italia a causa della crisi”.

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