Si può pensare tutto il male che si vuole di Silvio Berlusconi. Si può brindare, come molti hanno fatto e fanno, alla sua decadenza da parlamentare, ma è innegabile la gravità di quanto accaduto alle 17,43 di mercoledì  27 novembre 2013.

 

L’aula del Senato si è piegata agli ordini di una magistratura che si è fatta partito e gestisce il potere senza aver ricevuto alcun mandato parlamentare. Era già accaduto poco più di venti anni fa sotto i colpi del pool di Mani Pulite che decapitò l’allora classe dirigente nazionale. E’ accaduto ancora, successivamente, quando procure guarda caso sempre legate a Magistratura Democratica hanno travolto giunte regionali, provinciali e comunali regolarmente elette dai cittadini. O quando hanno incriminato, spesso arrestato preventivamente, politici (il più delle volte di centrodestra) che poi sono stati assolti in quanto riconosciuti estranei ai fatti loro ascritti, ma le cui vite e carriere politiche sono state inmevitabilmente compromesse, distrutte.
Magistrati che non rispondono a niente e a nessuno, che non pagano per i propri errori a differenza di qualsiasi altro cittadino, da troppo tempo in questo Paese si sono arrogati il diritto di chi debba governare le istituzioni, le Regioni, i Comuni, indipendentemnt dalle scelte fatte dalla maggioranza dei cittadini. E’ un vulnus enorme della nostra democrazia. Un fatto di cui ha finora beneficiato una sinistra cieca e sorda di fronte a quanto stava accadendo e interessata solo a raccogliere le carogne lasciatele da chi era andato a caccia per lei.
Ma tutto questo rischia di compromettere l’essenza stessa della democrazia in Italia. A che serve votare, esprimere liberamente il proprio voto se poi il risultato di tale voto potrà essere sovvertito da un qualsisi pm che le pensa diversamente da noi? Poco importa se poi le accuse risulteranno inventate, se il politico colpito verrà assolto. Il risultato sarà stato comunque ottenuto e ingiustizia sarà stata fatta.
Ieri non c’è stato certamente alcun colpo di Stato. Ma sicuramente è stato dato un altro durissimo colpo alla nostra già compromessa democrazia.

 

Brunello Cavalli

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