letta napolitanNon c’è più il governo delle larghe intese. In attesa che il Senato, questa sera, voti sulla decadenza di Berlusconi, il partito del Cavaliere ha deciso di abbandonare Letta e Alfano al loro destino.


“Siamo arrivati alla determinazione che non ci sono più le condizioni per collaborare con questo governo” sulla legge di stabilità. Lo ha annunciato il capogruppo al Senato di Fi, Paolo Romani, in una conferenza stampa nella sala Nassiriya di palazzo Madama, insieme al presidente dei deputati Renato Brunetta. “Il maxiemendamento così com’è è irricevibile”, ha dichiarato.
“Lo dico con molto rammarico – ha detto Brunetta – oggi sulla politica economica si è consumato un totale fallimento. Ci dispiace, ma questo rapporto non può continuare. E questa nostra decisione di non collaborare sulla legge di stabilità non può non avere effetti” sulla tenuta delle larghe intese. “Ritiriamo la nostra delegazione dalla maggioranza” ha annunciato il capogruppo alla Camera di Forza Italia.
Angelino Alfano, commentando l’uscita di Forza Italia dalla maggioranza, ha dichiarato: ”Avevamo visto giusto, avevamo visto lontano. Sapevamo che sarebbe finita così e adesso siamo alla cronaca di un evento ampiamente annunciato”.
”Avevamo detto e ripetiamo che è sbagliato sabotare il governo e portare il Paese al voto, per di più con questa legge elettorale, a seguito della decadenza del presidente Berlusconi, decadenza che consideriamo del tutto ingiusta”, ha rimarcato il vicepremier.
Esiste comunque una maggioranza in Senato. L’assemblea di Palazzo Madama ha votato la fiducia al governo sul maxiemendamento sostitutivo della legge di stabilità: 171 sì, 135 no e nessun astenuto.
Enrico Letta ha risposto con una risata alla richiesta di Renato Brunetta e Paolo Romani di salire al Quirinale per dimettersi. «Dimettermi?! Una richiesta davvero curiosa. Con l’uscita di Forza Italia dalla maggioranza si fa finalmente chiarezza e si compie l’evoluzione avviata il 2 ottobre. Il governo, pur con numeri più ristretti, è decisamente più forte, più coeso e compatto». Soprattutto uscirà indenne, «cosa che nessuno in estate avrebbe mai creduto possibile», dal voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi.

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