alluvione-sardegna-03E’ lutto nazionale oggi per celebrare le vittime dell’alluvione che ha colpito la Sardegna.
Intanto dopo le 16 persone morte e la catastrofe causata dal ciclone sono scattate due inchieste per disastro colposo, una nella Procura della Repubblica di Tempio Pausania, l’altra in quella di Nuoro.

La magistratura inquirente ha richiesto alle amministrazioni maggiormente coinvolte nella catastrofe di lunedì scorso i progetti, le delibere e tutto quanto possa consentire di far chiarezza su opere stradali, manufatti, edifici, strutture e pianificazioni urbanistiche che hanno visto la luce negli ultimi anni.
Non c’è ancora traccia di Giovanni Farre, 62 anni, l’allevatore di Bitti travolto lunedì sera nelle campagne di Onanì (Nuoro) da una piena d’acqua mentre cercava di mettere al riparo il bestiame: i volontari della protezione civile e i vigili del fuoco con attrezzature speciali stanno cercando il corpo ininterrottamente, disperando ormai di poterlo trovare in vita. E’ in calo intanto il numero degli sfollati, secondo l’aggiornamento reso noto stamane dalla Protezione civile regionale: sono 767, dei quali 270 nei centri di accoglienza allestiti in scuole, palestre, parrocchie, alberghi e strutture extra-alberghiere e 497 ospiti in case di parenti o conoscenti.
Il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando lancia l’allarme: “Sul dissesto idrogeologico stiamo ripetendo l’errore fatto in passato con la finanza pubblica – dice all’Unità – Si accumula un debito che viene scaricato sulle generazioni future”. Per il ministro “a livello nazionale dobbiamo far sì che la lotta al dissesto idrogeologico diventi una priorità. In questo momento tra la realizzazione di una piazza e gli interventi di sistemazione di un fiume, sono più importanti quest’ultimi”.
Il documento di strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici “resterà aperto fino a dicembre alla consultazione delle parti interessate. Deve poi essere supportato, anche economicamente, come la più grande vera opera infrastrutturale del Paese”, dice Orlando, secondo cui, se la strategia di adattamento fosse già stata applicata, in Sardegna sarebbe cambiato “molto”.
Il ministro non nasconde “un problema di risorse. Sarebbe stato ragionevole stanziare quest’anno 500 milioni di euro, invece di 30. Però vi è anche il problema della gestione della spesa. Solo una parte dei due miliardi messi a disposizione è stata poi effettivamente spesa”, afferma. “Questo è legato anche al Patto di Stabilità, che ritengo debba essere rivisto in modo più intelligente. A livello Ue deve essere modificato, in modo di non conteggiare la parte relativa alla lotta al dissesto idrogeologico”.

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