sofia-lorenL’attrice ha vinto in Cassazione una battaglia sulle sue pendenze con lo Stato italiano.
La vicenda risale i al 1982 e riguarda il condono fiscale della Loren relativo al 1974.

In quell’anno l’attrice presentò, insieme al marito Carlo Ponti, una dichiarazione dei redditi nella quale si escludeva, per quell’anno, «l’esistenza di proventi e spese poichè per i film ai quali stava lavorando erano sì previsti compensi ma da erogarsi negli anni successivi».
Nel 1980, si legge nella sentenza, alla Loren venne notificato un avviso di accertamento per un reddito complessivo assoggettabile all’Irpef per il 1974 pari a 920 milioni di vecchie lire. La Loren beneficiò del condono fiscale previsto dalla legge 516/1982, presentando una «dichiarazione integrativa» che faceva riferimento a un imponibile di 552 milioni di vecchie lire, pari al 60% del reddito accertato. Il Fisco, invece, aveva iscritto a ruolo un imponibile maggiore, pari a 644 milioni. Contro questa decisione del 21 dicembre 2006, la difesa dell’attrice ha fatto ricorso con successo in Cassazione.
La suprema corte ha infatti dichiarato «fondato» il motivo di ricorso e ha osservato che «appare evidente che l’Ufficio ha illegittimamente applicato il secondo comma dell’art. 16 e ciò, sia perchè tale comma si riferisce al calcolo dell’importo dell’imposta e non alla determinazione dell’imponibile, sia perchè il comma medesimo prevede l’ipotesi (non ricorrente nella specie) della ‘omessa dichiarazionè dei redditi».
Nel 1982 l’attrice, per questa storia, finì anche in carcere a Caserta, rimanendovi per 17 giorni. La Lorensi è detta felice: «Finalmente si chiude una storia che è durata quaranta anni!».

{jcomments on}