La questione che si sta dibattendo da giorni è l’espulsione dal Senato di Silvio Berlusconi. Ma l’ex premier, potrebbe essere ‘salvato’ senza ripercussioni sugli altri senatori grazie alla pratica del voto segreto che permette quindi di non incorrere in scontri personali né tra gli stessi membri del Senato né con gli elettori.

Oggi si deciderà se abolire questa pratica, come richiesto dal Movimento 5 stelle: la richiesta è di rendere ogni voto palese da subito, a partire dalla questione della decadenza di Silvio Berlusconi che sarà votata nell’Aula di Palazzo Madama.

A sostegno di ciò, una decina di attivisti del gruppo Avaaz ieri hanno pacificamene manifestato in Piazza delle 5 lune, nudi. Sono arrivati, si sono spogliati, rimanendo solo in biancheria intima, e si sono coperti da cartelloni recanti la scritta ‘Non abbiamo niente da nascondere e tu senatore? Stop al voto segreto!’. Hanno, inoltre, presentato una petizione con oltre 80.000 firme a supporto dell’abolizione del voto segreto.

La Giunta per il regolamento del Senato tornerà a riunirsi il 29 ottobre. Due relatori, Franco Russo (Pd) e Anna Maria Bernini (Pdl) dovranno fare il punto sulle varie posizioni. E poi, spiega il capogruppo del Pd Luigi Zanda, “si dovrà prendere una decisione”. {jcomments on}