interna-nuovaSabina Guzzanti non gli ha dedicato un film e loro non si sono lamentati in continuazione come i compagni di sventura dell’Aquila. Così i terremotati  emiliani sono stati dimenticati.

Dal governo (che non era quello di Berlusconi comunque prontamente intervenuto in Abruzzo) e dalla stessa Regione guidata dal ravennate Vasco Errani.
Così oggi gli abitanti delle province di Modena e Ferrara, di parte del Bolognese e del Parmense, hanno deciso di far sentire la loro voce.
“E’ passato più di un anno dal sisma, ma i problemi sono ancora gli stessi. La verità è che costruzione non è mai partita”. hanno detto in una manifestazione a Modena.
Nel mirino della protesta soprattutto il presidente Errani: “Ci aveva promesso che saremmo rientrati nelle case entro un anno ma non si è visto niente”.
Oggi chiedono alla Regione e alle altre sitituioni di non dimenticare chi nel maggio del 2012, in pochi secondi, ha perso tutto. Chi, 17 mesi dopo il sisma, è ancora sfollato, chi non ha lavoro, chi vive nei moduli abitativi prefabbricati sorti come isole alle periferie della città e non sa come pagare la spesa per mantenere la propria famiglia. Perché “è passato più di un anno dal terremoto, ma i problemi sono sempre gli stessi – racconta Sandro Romagnoli di Sisma.12, il comitato organizzatore della manifestazione – e allora siamo tornati in strada a protestare”.
“Al di fuori del cratere – lamentano i presenti –  tutti pensano che l’emergenza sia rientrata, che vada tutto bene, ma è solo l’immagine pubblica che le istituzioni vogliono comunicare per dimostrare efficienza. In realtà, però, la ricostruzione qui non è mai partita”. La casa di Manuela è inagibile, tuttavia non solo i lavori per rimetterla in sesto non sono iniziati, ma non è ancora stata demolita. Il perché è semplice: “I progetti vengono continuamente respinti. Noi ci affidiamo a un tecnico che presenta il piano al Comune, ma molto spesso questo viene rispedito al mittente pieno di correzioni: di modifiche, cioè, che non sono rimborsabili”. E tutto ciò che non è considerato ‘rimborsabile’, è a spese del cittadino. “Noi non chiediamo i rubinetti d’oro, rivogliamo solo le nostre case ma così è impossibile. L’impressione è che il 100% che ci è stato promesso sia solo sulla carta, o che sia il 100 per cento di ciò che la Regione decide di rimborsare al cittadino”.
Altri residenti della Bassa modenese hanno invece sottolineato la difficoltà di dover ora pagare le tasse prima sospese tenendo conto del netto calo del reddito seguito al sisma.

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