alfano“Si è chiuso il ventennio del berlusconismo”, annuncia quasi trionfale il premier. “Non accettiamo e non accetteremo ingerenze nel libero confronto del nostro Movimento politico! E questo vale anche per il presidente del Consiglio e per il segretario del Partito democratico” gli replica il suo vice.


E’ un breve ma signifativo scontro verbale quello andato in scena tra Enrico e Angelino . Uno scontro fatto di dichiarazioni non  gradite e di sentite puntializzazioni.
Con il voto di fiducia di mercoledì scorso da parte del “si è chiusa una stagione politica di vent’anni” e il segretario Angelino Alfano “ha assunto una leadership forte e marcata. E’ stato sfidato e ha vinto” la partita. Così il premier Enrico Letta, ospite di Maria Latella per ‘L’Intervista’ su SkyTg24, che si rimette al dibattito interno al partito per quanto riguarda l’eventuale nascita di gruppi autonomi.
E “abbiamo conquistato la stabilità dopo uno scontro politico durissimo. Ora deve dare i frutti”, sottolinea aggiungendo che “se entro l’autunno non si completa il percorso” della riforma del finanziamento dei partiti, secondo la proposta del che abolisce quello pubblico, “sono prontissimo a fare il decreto legge”.
Poi, annunciando che mercoledì mattina il presidente della commissione europea Josè Manuel Barroso con il ministro dell’Interno Angelino Alfano sarà a Lampedusa, parla di Matteo Renzi: “Abbiamo caratteristiche diverse ma abbiamo imparato che abbiamo sulle nostre spalle una responsabilità che va oltre le differenze caratteriali. La nostra forza va messa al servizio dell’Italia”. Quanto al congresso del Pd, Letta ha ribadito: “Ne sto fuori”, limitandosi a sottolineare che il congresso, con Renzi e Cuperlo, sarà un contributo al “bene della stabilita'”.
Ma alle dichiarazioni di Letta replica con uno spunto d’orgogglio Angelino Alfano. Che dice: “Stiamo lavorando  ciascuno secondo il proprio modo, per l’unità del partito e quello è per tutti noi l’obiettivo strategico. Stiamo perseguendo l’unità nella convinzione che non saranno i nostri avversari a determinare la chiusura del ciclo politico di Berlusconi in quanto il popolo, ancora oggi, individua in lui il leader di un grande partito e il leader di una coalizione che può ancora vincere”.
“Noi -prosegue- siamo il centrodestra italiano, alternativi per l’oggi e per il domani alla sinistra. E se una collaborazione c’è oggi è perché nessuno ha vinto pienamente le elezioni e Silvio Berlusconi ha intuito per primo l’importanza di una grande coalizione. Dentro questo governo -conclude- noi stiamo per difendere le nostre idee e i nostri programmi in primo luogo su tasse e giustizia e difendiamo cosi’ tutti i cittadini, Le imprese, le famiglie e i giovani. Cosi’ è stato e così continuerà ad essere”.
Ma le parole del presidente del Consiglio sono indigeste per l’intero centrodestra. A cominciare dai falchi che contrastano la linea di Alfano da oggi accompagnati anche dai ‘lealisti’ di Raffaele Fitto che, in un’intervista al Corriere della Sera’, accusano Alfano di subalternità alla sinistra, chiedendo l’azzeramento di tutti gli incarichi e il congresso. ”Letta vuol decidere in casa Pdl. Brutto segno!”, scrive su Twitter Daniela Santanchè.

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