Resta uno dei misteri d’Italia il perchè periodicamente qualcuno si senta in dovere di affidare un incarico a quella che Silvio Berlusconi, dopo averla nominata Commissario europeo, definì una protesi di Pannella.

Fatto sta che Emma Bonino è adesso nostro ministro degli Esteri. Non che faccia molto, in verità, ma, probabilmente, meglio così. Sì, perchè poi quando fa qualcosa combina guai. Come ieri con la sua assurda dichiarazione sui due marò detenuti in India.
Invece di far pressioni su Nuova Delhi per ottenere il rispetto delle leggi internazionali che vorrebbero il processo in Italia, che ti combina la Nostra? Pone dubbi sull’innocenza di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. Finendo così col non fare gli interssi del Paese di cui è uno dei massimi rappresentanti a livello intervazionale e rischiando di vanificare gli sforzi compiuti sino da oggi dalla nostra diiplomazia.
Il fatto è che in Italia vengono conferiti incarichi a gente che non ha alcun titolo per ricoprirli. E spesso si nominano ministri sull’onda dell’emotività. Emma Bonino ne è il più classico degli esempi.

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