alfanoPer il governo Letta è arrivato il momento della verità. Questa mattina il premier interverrà al Senato per chiedere la fiducia. Sul destino dell’esecutivo pesa la decisione di Silvio Berlusconi di ritirare la fiducia. Una decisione contrastata da un drappello di pidiellini guidato da Angelino Alfano a dagli altri ministri.


“Rimango fermamente convinto che tutto il nostro partito domani debba votare la fiducia a Letta. Non ci sono gruppi e gruppetti“. La dichiarazione del segretario Angelino Alfano, era arrivata a metà pomeriggio ed era un’offerta per «coprire», con un sì unanime a Palazzo Madama, la spaccatura che si era ormai creata all’interno del Pdl. Poco prima Carlo Giovanardi aveva apertamente detto che c’erano almeno 40 senatori in disaccordo con la lina dura di berlusconi e dei «falchi» del Pdl, pronti a votare sì. Di più: “Ci sono i numeri per un nuovo gruppo”, aveva affermato, prefigurando una divisione anche formale tra Pdl e la (ri)nascente Forza Italia.
Letta, in sostanza, continua per la sua strada. E verificherà in Parlamento la reale consistenza della sua maggioranza. Una conferma arriva anche dal Colle, per bocca dell’ufficio stampa: “Nell’incontro di questa mattina  si è configurato con il presidente del consiglio il percorso più limpido e lineare sulla base di dichiarazioni politico-programmatiche che consentano una chiarificazione piena delle rispettive posizioni politiche e possano avere per sbocco un impegno non precario di sviluppo dell’azione di governo dalle prime scadenze più vicine agli obiettivi da perseguire nel 2014”.

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