intercettazioniSolo quest’anno l’apparato giudiziario italiano spenderà ben 218.5 milioni di euro per le intercettazioni telefoniche. E’ quanto previsto dal bilancio di Assestamento 2013 del ministero della Giustizia.


E pensare che per risparmiare a maggio è stato introdotto il nuovo sistema Eliss, che dovrebbe garantire l’abbattimento dei costi, con un macchinario istallato nelle 166 Procure italiane per sostituire gli appalti a ditte esterne. Risparmio annunciato: tra i 200 ed i 250 milioni di euro l’anno. E invece, siamo ancora ad una cifra monstre: quasi 220 milioni.
Dai dati del Rendiconto di via Arenula emerge infatti che, per le intercettazioni telefoniche, è stata necessaria una variazione tra le previsioni iniziali di spesa di quest’anno e quelle finali. E invece del calo c’è stato un aumento.
«Mentre il governo fatica non poco a far quadrare i conti- denuncia il deputato Pdl Luca d’Alessandro, segretario della commissione Giustizia – per evitare di gravare sugli italiani con nuove tasse, con il ripristino dell’Imu o con l’aumento dell’Iva, i magistrati continuano a spendere valanghe di quattrini, a spese dei contribuenti, per le intercettazioni telefoniche».
I soggetti intercettati siono tra i 100 e 150 mila. Quelle telefoniche rappresentano circa il 90 per cento del totale, quelle di tipo ambientale attorno al l’8 e quelle informatiche e telematiche il resto. Ogni telefono intercettato costa oggi circa 200 euro e, dato che ognuno dei soggetti tenuti sotto controllo ha in genere più utenze fisse e mobili, oltre che la posta elettronica, si arriva spesso a mille euro e più per ogni soggetto. Ce ne sono alcuni che hanno 6-8 numeri sotto controllo. Le intercettazioni, poi, durano in media 60 giorni minimo per i delinquenti comuni, per quelli di organizzazioni criminali mafiose il minimo è un anno.

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