teltelLa cessione del controllo di Telecom agli spagnoli di Telefonica “pone seri problemi di sicurezza nazionale, visto che la rete Telecom è la struttura più delicata del Paese, attraverso cui passano tutte le comunicazioni dei cittadini italiani ed anche quelle più riservate”. A lanciare l’allarme è il presidente del Copasir Giacomo Stucchi.

Su questo tema – annuncia – “faremo una riflessione come Comitato e chiederemo che venga a riferire in audizione il direttore del Dis, Giampiero Massolo”.
Ma il comitato non è il solo ad esprimere preoccupazioni. Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto un incontro urgente al presidente del Consiglio, Enrico Letta. Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, hanno inviato una lettera al premier e al ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato. Con Telecom “è la prima volta che un asset strategico per il futuro del Paese è acquisito da un’impresa straniera senza che ci sia stata una preventiva discussione pubblica sulle sue ricadute e senza che il governo attivasse la golden share. In assenza di un deciso cambio di passo quanto avvenuto è destinato a ripetersi nelle prossime settimane con altri gioielli della nostra industria”.
Tanto i partiti di maggioranza quanto quelli di opposizione, hanno tutti chiesto al Governo di riferire in Aula sulla questione Telecom. Beppe Grillo chiede invece al governo di rinazionalizzare Telecom con i soldi ricavati dalla rinuncia alla Tav. C’è poi una preoccupazione sui livelli occupazionali. “Il Pd – spiega Matteo Colaninno, responsabile Economia del Pd – ritiene che Parlamento e Governo dovranno a questo punto valutare il complesso degli impatti dell’operazione sui diversi assetti strategici del Paese e valutare l’utilizzo dei poteri speciali previsti per tutelare gli interessi e le aziende strategiche del paese. Per il Partito Democratico, quindi, nessuna preclusione al fatto che un grande investitore industriale come Telefonica investa in asset italiani, anzi! Ma lo deve fare rispettando gli interessi strategici italiani, dando garanzie su occupazione e politica industriale”. “Dopo il disastro Telecom occorre fare un bilancio delle privatizzazioni: l’Italia aveva una azienda pubblica sana che è stata regalata a imprenditori italiani che l’hanno spolpata e adesso la regalano a investitori esteri. Il risultato è un arricchimento di pochi imprenditori senza scrupoli”, dice Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista.
“Il problema di Telecom non nasce oggi, ma quando la sinistra di banca e di governo, impossessatasi di palazzo Chigi, concepì le privatizzazioni come una svendita agli amici dei gioielli di stato. E ora il mercato si prende Telecom: bel risultato!”, afferma in una nota Elvira Savino, deputata del Pdl.

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