Dopo 19 ore di intenso e delicato lavoro il relitto della suopernave è tornato in posizione verticale appoggiandosi in sicurezza sul falso fondale appositamente creato, a circa 30 metri di profondità. Le operazioni di parbuckling sono terminate intorno alle 4 di mattina.


La rotazione della nave si è svolta senza incidenti, solo un piccolo intoppo quando quattro cavi si sono allentati ma sono stati subito rimessi in tensione da due operai fatti calare con un elicottero. La fiancata della nave, che si era appoggiata sulla roccia, è vistosamente deformata. Le operazioni si sono svolte senza alcuno sversamento.
“Ci sono state delle difficoltà tecniche e il tempo non è stato perfetto, all’inizio con la pioggia, ma ce l’abbiamo fatta. Ora dobbiamo valutare i danni della nave. Poi vedremo”, ha commentato con soddisfazione il comandante Nick Sloane che ha diretto le operazioni di raddrizzamento. “Sono orgoglioso delle persone che vivono qui – ha aggiunto Sloane – sono state fantastiche e sono felice di avervi aiutato”.
I tecnici, tra cui il commissario delegato per l’emergenza, Franco Gabrielli, hanno raggiunto la nave per una prima ricognizione sulla stabilità e sulle condizioni della fiancata riemersa dalle acque. ”Da quello che abbiamo visto – ha spiegato poi Gabrielli – è più integra di quanto appare da lontano”.
”Le primissime azioni ora saranno tese alla definitiva stabilizzazione della nave, che dovrà affrontare l’inverno – aveva detto poco prima Gabrielli – Poi bisognerà capire esattamente l’attività ingegneristica da fare sulla fiancata e stabilire la collocazione dei cassoni”. A quanto affermato dal capo della Protezione civile, nella fiancata della nave riemersa ”non ci sono squarci ma significative irregolarità”.
Quanto alla tragedia dei due dispersi i cui corpi non sono stati ancora recuperati, Gabrielli l’ha definita ”una delle grandi incompiute” e ”una priorità”. ”Appena possibile ci metteremo al lavoro – ha aggiunto – Non sarà semplice. Il fatto che i corpi non siano stati trovati fuori vuol dire che si trovano dentro la nave. Ora è chiaro che siamo di fronte a condizioni mutate: quei corridoi che erano diventati pozzi, ora sono tornati corridoi, ma è un’operazione comunque difficile”.