silvio-berlusconi-300x300Dopo l’accordo in Giunta che ha fatto slittare il voto, si allungano enormemente i tempi per il voto sulla decadenza da senatore di Silvio Berlusconi. Le questioni pregiudiziali, infatti, sono state ritirare e trasformate in altrettante questioni preliminari inserite direttamente nella relazione generale dal relatore Andrea Augello, del Pdl, l’uomo che in questa partita difende le ragioni dell’ex premier.


Con il ritiro ha ottenuto una forte dilatazione dei tempi: il regolamento per le questioni pregiudiziali concede, in sede di discussione, solo un intervento per gruppo da 10 minuti. Per la relazione consente invece di parlare a ciascun membro della giunta – che sono 32 – per un massimo di 20 minuti a testa e assegna ancora a ciascun gruppo un’ora di tempo aggiuntiva. Risultato: oltre 15 ore di dibattito, più le pause e i rinvii.
Solo dopo si potrà procedere al voto. In pratica potrebbero servire diverse settimane. La Giunta per ora si è aggiornata a domani alle 15 per proseguire il dibattito. Intanto oggi alle 13.30 si riunirà l’ufficio di presidenza per stabilire il calendario dei lavori.
Insomma, nonostante gli strali lanciati dal segretario Pd Guglielmo Epifani ieri sera a Matrix (“non mi piace – ha detto – una repubblica delle banane dove il diritto viene piegato agli uni o agli altri. La legge è uguale per tutti. In uno stato democratico se non fosse così ci sarebbe solo la legge del più forte, la legge della giungla”), tra Pd e Pdl è arrivato un accordo sulla procedura che permette una dilatazione e un raffreddamento degli animi. Sarebbe proprio in virtù di questa frenata che Berlusconi ha cancellato la convocazione, inizialmente prevista per oggi, dei parlamentari Pdl, in quello che sembrava preannunciarsi come il primo passo verso la crisi di Governo.

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