benzaGli echi di guerra fanno salire il prezzo dei carburanti con la verde che ha sfiorato 1,90 euro al litro e, in taluni casi, ha anche superato questa soglia. E’ quanto emerge dalle rivelazioni di Quotidiano energia e Staffetta quotidiana.

I prezzi internazionali del petrolio sui mercati asiatici sono però in calo e allora non si riesce a capire (o magari lo si capisce fin troppo bene…) il perché di questi aumenti in Italia. E non mancano le prese di posizione a sostegno dei consumatori.”Sta diventando insostenibile la situazione sulle strade italiane, i prezzi della benzina stanno raggiungendo la soglia dei 2 euro in controtendenza rispetto al mercato internazionale interessato da un vistoso calo dei prezzi”. E’ il Movimento Difesa del Cittadino a chiedere  “risposte e chiarimenti sui continui rialzi dei prezzi nel settore dei carburanti”. “Pochi gli italiani andati in vacanza e quelli che con grossi sacrifici ci sono riusciti trovano una bella sorpresa al rientro” afferma l’associazione dei consumatori. E’ una speculazione inaccettabile delle compagnie petrolifere sulle tasche degli italiani. Nell’ultimo anno, i prezzi hanno subito rialzi a dismisura, adesso e’ necessario intervenire. Il Governo dovrebbe elaborare un vero e proprio piano per bloccare gli aumenti e le speculazioni. Di questo passo non solo non esisteranno per i consumatori prezzi competitivi da poter confrontare ma si rischia l’abbandono definitivo delle automobili e la paralisi economica del Paese”.Un’altra associazione, quella del Codacons, pubblica sul proprio sito internet le foto scattate dagli automobilisti che testimoniamo i prezzi record di benzina e gasolio praticati su strade e autostrade italiane. Per la verde la maglia nera spetta ad un distributore di Milano, dove un litro di benzina viene venduto a 2,009 euro al litro. Per il gasolio, invece, il prezzo piu’ elevato, si raggiunge nei pressi di Rovereto, dove un litro di diesel viene venduto a 1,907.
Problemi per l’aumento della benzina anche su altri prodotti: ogni nuovo rialzo rischia di pesare ulteriormente sulla spesa alimentare, ‘rosicchiando’ altre quote al budget per la tavola, gia’ ‘magro’ per colpa della crisi”. Ad affermarlo in una nota e’ la Confederazione italiana agricoltori commentando l’andamento dei prezzi dei carburanti. La spesa alimentare degli italiani, rileva la Cia, ”e’ gia’ crollata del 4% circa nei primi sei mesi del 2013. Ecco perche’ questi nuovi rincari sono preoccupanti, cosi’ come l’ipotesi di finanziare la cancellazione dell’Imu con l’aumento delle accise”. Per la Cia, ”non si puo’ dimenticare che gia’ adesso una famiglia destina mediamente il 5,6% della spesa mensile a carburanti ed energia, mentre ad alimenti come pane e pasta va solo il 3,2%, e al pesce addirittura solo l’1,7%. Allo stesso modo non si puo’ ignorare che i costi del trasporto incidono sul prezzo finale dei prodotti agroalimentari per il 35-40%”.

{jcomments on}