IMUSalvo sorprese dell’ultima ora, stasera il governo potrà annunciare la cancellazione dell’Imu sull’abitazione principale e sugli immobili agricoli per tutto il 2013. L’intesa tra le forze politiche è stata sostanzialmente raggiunta.
Naturalmente la cancellazione non sarà a costo zero. Le risorse andranno recuperate altrove.

 

Si pensa a ritocchi delle accise su alcol e tabacchi, interventi sui giochi e forse anche una maggiorazione della stessa Imu a dicembre per gli altri immobili, in particolare le seconde case. E potrebbe anche tornare in ballo l’aumento dell’Iva destinato a scattare il primo ottobre, in assenza di un intervento che vale un miliardo per gli ultimi tre mesi dell’anno.
D’altra parte era stato il Pdl in campagna elettorale a individuare tra le possibili coperture per la cancellazione dell’imposta inasprimenti su giochi alcol e tabacchi. Da questa operazione dovrebbero essere esclusi prodotti di più ampio uso quali benzina e gasolio: questa era la volontà dei protagonisti, che tuttavia potrebbe scontrarsi con l’esigenza di mettere comunque insieme la provvista necessaria. Allo stesso modo tra le ipotesi su cui si ragionava ancora ieri sera c’era quella di appesantire il pagamento di dicembre per le seconde case.
Il resto delle risorse necessarie dovrebbe arrivare dalla maggiore Iva che l’erario incasserà in conseguenza degli ulteriori pagamenti di debiti della pubblica amministrazione (la nuova tranche di 10 miliardi potrebbe generare 1-1,5 miliardi di gettito) e da una sforbiciata ai bilanci dei ministeri, in attesa di interventi più strutturali di spending review. Tutto ciò per quel che riguarda il 2013. L’assetto della tassazione immobiliare dal prossimo anno in poi sarà definito con la legge di stabilità. L’orientamento è andare verso un’imposta sui servizi a forte impronta federale nella quale risultino bilanciate la componente a carico dei proprietari e quella sui servizi, che sarà pagata anche dagli inquilini. Una partita complessa nella quale i Comuni dovranno avere un ruolo. Intanto però resta in vigore la Tares per la quale a fine anno i contribuenti saranno chiamati a versare la maggiorazione di 30 centesimi a metro quadrato, che porterà circa un miliardo nelle casse dello Stato.

 

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