unicef liamLa nuova campagna del’UNICEF colpisce nel segno.

Arriva al nocciolo della questione: rendere visibile quello che è invisibile. Perché il vero problema della violenza, in questo caso sui bambini, è che molto, troppo spesso è ben celato. Dietro genitori benestanti con la faccia pulita, dietro un insegnante stimatissimo, dietro profili di social network, dietro una famiglia disagiata. Ma anche dietro l’indifferenza di chi non vuole farsi carico di problemi altrui, dietro la noncuranza di chi non vuol vedere o ancor più frequentemente dietro la paura di dover vedere. La violenza contro i bambini è troppo spesso un fenomeno invisibile, non ascoltato e non denunciato e in questa campagna UNICEF vuole sensibilizzare l’opinione pubblica, smuovere gli animi di chi davvero può fare qualcosa anche se talvolta non lo sa o non crede di esserne capace. Il volto di questa campagna è quello di Liam Neeson, attore irlandese, doppiato nello spot italiano da Alessandro Rossi, ambasciatore dell’organizzazione dal 2011.

Lo spot inquadra una serie di ambienti (la strada, un’aula di scuola, una cameretta, una casa) in cui la scena è solo descritta dalla voce narrante, con estrema delicatezza per gli occhi ma molto forte per il cuore. Una ragazzina seviziata, un alunno picchiato, un bimbo malmenato o una bambina sbattuta fuori di casa. Sono le tante situazioni di violenza fisica e psicologica che si possono incontrare.

Unicef non è nuova a questo genere di spot: con grande realismo e al contempo tatto, ci fornisce dati allarmanti su quella parte di popolazione troppo spesso indifesa ma che rappresenta il nostro futuro, la nostra continuità. Grazie all’aiuto di volti noti, ha denunciato l’invisibilità di queste piccole persone, la malnutrizione, la morte per malattie, come nella recente “Vogliamo ZERO”.

La campagna finisce con un’esortazione, che sa di preghiera e di dovere al tempo stesso: “Unisciti a noi. DENUNCIA!”

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