CiproMisterioso grave episodio al largo di Cipro.  Un missile di superficie sarebbe stato lanciato da una nave militare turca per impedire ad una nave italiana (la Odin Finder), gestita per conto della Cyprus Telecommunications Authority, di piazzare cavi sottomarini nella ZEE.

 

Il natante è stato poi costretto a tornare nel porto cipriota di Paphos. La notizia è apparsa sulla stampa ellenica e, se confermata, sarebbe l’attuazione della minaccia turca fatta lo scorso novembre contro quegli stati che avessero avuto intenzione di prestare la propria collaborazione a Nicosia nelle operazioni di sfruttamento dei giacimenti di gas. La Turchia in quell’occasione arrivò anche a minacciare l’Ue.
Secondo il quotidiano greco To Vima la nave italiana era impegnata al largo delle acque cipriote, e in piena zona ZEE, a posizionare dei cavi sottomarini che dovrebbero servire per avviare i rilievi circa la presenza di idrocarburi nell’Egeo. Circostanza sulla quale Nicosia ha già raggiunto un’intesa di massima dall’ottobre scorso con Israele per uno sfruttamento congiunto delle eventuali risorse. Ma la Turchia è contraria.
Il missile turco avrebbe sfiorato la nave italiana, costringendola a rientrare nel porto cipriota di Paphos. Circostanza che ha suscitato la dura reazione di Nicosia, che ha definito l’episodio “pericolosissimo” e ha convocato d’urgenza una riunione straordinaria del Comando Maggiore della Guardia Nazionale, a cui ha partecipato anche il ministro della Difesa. Immediatamente sono state avvertite le autorità italiane e statunitensi.

 

{jcomments on}