sacerdoteUn gruppo di miliziani legato ad al Qaeda in Iraq avrebbe rapito un prete italiano, il gesuita  Paolo dall’Oglio, nella città siriana di Raqqa, controllata dalle forze ribelli. Dall’Oglio è conosciuto per essere contrario al regime di Damasco, tanto che lo scorso anno era stato espulso dal Paese dove viveva da 30 anni.

Secondo fonti dell’opposizione il gruppo che lo ha sequestrato si chiama Stato Islamico dell’Iraq e del Levante e avrebbe rapito il sacerdote mentre camminava per le strade di Raqqa, nel nord della Siria. La Farnesina ha avviato le verifiche del caso.
Di sicuro c’è solo che padre Dall’Oglio non risponde al telefono dove una voce registrata dice che “l’apparecchio è al momento spento”.
Paolo Dall’Oglio, romano, 58 anni, è noto per aver rifondato, negli anni Ottanta, il monastero cattolico siriaco Mar Musa (Monastero di san Mosè l’Abissino), nel deserto a nord di Damasco. E’ fortemente impegnato nel dialogo con il mondo islamico. Il suo attivismo gli ha causato l’ostracismo del governo siriano, che durante la repressione della proteste popolari nel 2011 ne aveva decretato l’espulsione. Il religioso era stato costretto a lasciare il Paese il 12 giugno 2012. Poi era tornato nei territori controllati dai ribelli nella Siria settentrionale.
Entrato nella Compagnia di Gesù nel 1975, Paolo Dall’Oglio è stato novizio in Italia, prima di intraprendere gli studi universitari a Beirut. Nel 1982 aveva scoperto i ruderi del monastero cattolico siriaco Mar Musa, costruito nell’XI secolo attorno a un antico romitorio occupato nel VI secolo da San Mosè l’Etiope, e vi si era insediato per un ritiro spirituale. Nel 1984, Dall’Oglio era stato ordinato sacerdote del rito siriaco cattolico e aveva deciso di ricostruire le mura del monastero. Nel 1992 vi aveva fondato una comunità spirituale ecumenica mista, al-Khalil, che promuove il dialogo islamico-cristiano.

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