papa bergoglioSulla via del ritorno dal Brasile Bergoglio esterna a tutto campo. E tocca anche alcuni temi delicati come i fedeli omosessuali e i sacramenti per i divorziati.
Alle 11,25 è atterrato l’aereo che ha riportato a casa il pontefice dopo la visita in Brasile.


Papa Francesco non ha preso nessuna decisione definitiva sul destino dell’Istituto per le Opere di Religione. “Non so come finirà”, ammette elencando le diverse possibilità: “Alcuni – dice sull’aereo che lo riporta a Roma dopo i giorni straordinari trascorsi in Brasile – chiedono che sia banca, altri un fondo di aiuto, altri ancora vorrebbero chiuderlo”. “All’inizio pensavo di occuparmene l’anno prossimo perché avevo altre urgenze. Ma le cose accadute, che sono sotto gli occhi di tutti, mi hanno convinto ad anticipare”, rivela il Papa in quella che può considerarsi la prima conferenza stampa del suo Pontificato.
Poi, in un passaggio chiave, afferma che la lobby gay non va bene, perché non vanno bene le lobby. Circa i gay “io non giudico, se è una persona di buona volontà, chi sono io per giudicare?”.
“Non ho trovato carte d’identità di gay in Vaticano, dicono che ce ne sono, credo che si deve distinguere il fatto che è gay dal fatto che fa lobby”.
“La Misericordia è più grande”. Papa Francesco ha risposto così a una domanda sulla comunione per i divorziati risposati. Nelle sue parole c’è una promessa: il prossimo Sinodo affronterà il tema e recupererà finalmente lo studio avviato da Joseph Ratzinger quando era prefetto della Dottrina della Fede per trovare una soluzione alternativa – alla quale fa cenno Bergoglio esplicitamente nel suo ragionamento – ai processi canonici di annullamento, che attualmente sono l’unica strada percorribile per chi vuole tornare ai sacramenti.

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