dolce-gabbana-chiusi-milanoE’ noto come noi italiani siamo molto bravi a creare, inventare, innovare con un estro per certi versi fuori dal comune. E come, purtroppo, siamo esperti nel perdere tutto questo in un soffio, spesso cedendo il passo (e l’idea) ad altri Paesi.

E’ quanto da diverso tempo rischia di fare Milano, con l’atteggiamento ostile mostrato dalla giunta di sinistra verso grandi eventi, come la settimana della moda. Nonostante portino notorietà, celebrità e denaro alla città, il comune ha intrapreso una guerra contro la valorizzazione del proprio territorio, una guerra fatta di battaglie a volte involontarie, che potremmo definire vere e proprie gaffe.

Come l’ultima, quella dell’assessore alle Attività produttive Franco D’Alonso che in merito al programma per la settimana della moda di settembre, si è espresso in maniera netta contro gli stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana: “Qualora stilisti come Dolce e Gabbana dovessero avanzare richieste per spazi comunali, il Comune dovrebbe chiudere le porte, la moda è un’eccellenza nel mondo ma non abbiamo bisogno di farci rappresentare da evasori fiscali”.

Dunque mentre Pisapia si presentava alla chiusura delle sfilate della moda uomo, a testimonianza della volontà della sua giunta di creare un rapporto di collaborazione con questo settore, D’Alonso spara un colpo proprio ai due stilisti che hanno dato alla moda italiana, insieme ad altri grandi, fama mondiale.

E Dolce e Gabbana non ci stanno e protestano. “Chiuso per indignazione – Closed for indignation” è la locandina che compare oggi sulle vetrine delle boutique D&G di Via della Spiga, Corso Venezia, del Martini Bar, il Barbiere e il Gold di Viai Risorgimento, tutti locali dei due stilisti.

Stefano Gabbana, particolarmente piccato forse perché condannato dalla sua stessa città, ha tweettato veleno sulla vicenda “Comune di Milano fate schifo!”. Dall’altra parte, D’Alonso si è affrettato subito a chiarire che la frase incriminata sarebbe stata estrapolata da una conversazione informale e non doveva essere contenuta nell’intervista.
Che la prossima settimana milanese della moda si tenga a Parigi? {jcomments on}