20121218 senatoIl Senato ha respinto con 226 voti contrari, 55 a favore e 13 astenuti, la mozione presentata da M5S e Sel nei confronti del viceministro e ministro dell’Interno per il caso Ablyazov. Gli astenuti sono tutti i senatori della Lega Nord, che nei giorni scorsi aveva comunque annunciato che non avrebbe votato per le dimissioni del titolare del Viminale.


Prima della votazione il premier Enrico Letta aveva difeso il ministro dell’Interno, ma anche del suo governo e del suo operato in maniera pacata, ma determinata. “Il voto che vi chiedo oggi non è solo un ‘no’ alla mozione di sfiducia presentata da Sel e Movimento cinque stelle, che ovviamente rispetto. Quello che chiedo è nuovo atto di fiducia al governo che ho l’onore di presiedere”, dice il presidente del Consiglio rivendicando gli “oltre 80 provvedimenti varati dal Consiglio dei ministri a favore di cittadini imprese e lavoratori” e la “pressione sistematica per cambiare l’agenda europea”. Ma “di tutto questo – ha osservato il premier – rischia di perdersi traccia nel dibattito politico perché il rumore fondo è troppo strumentale e viscerale per non assumere a bandiera politica”: “Chi vuole logorare governo li chiama rinvii, io la chiamo serietà”.
Il primo ministro ha invece sottolineato l’intenzione dell’esecutivo di “intercettare tutti i segnali di ripresa previsti per fine anno”. Poi l’attesa e scontata difesa nei confronti del vice premier. Letta infatti parla di “chiara estraneità di Alfano nella vicenda”. Ma non solo Alfano. I vertici del governo, sostiene Letta, non sono stati aggiornati sul caso e quindi non sono coinvolti. Il premier, però, prendendo la parola, definisce immediatamente la questione “delicata, importante e dolorosa”.
“C’era una mozione di sfiducia, è stata respinta, sono soddisfatto”, è stato il commento di Alfano lasciando l’Aula.

 

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