Tutto si sarebbe svolto in pochi attimi ma gli investigatori non escludono un’aggressione progettata e preparata da tempo. Mirko Bottari, 21 anni, ieri pomeriggio ha bruciato vivo il patrigno al culmine dell’ennesima lite. La tragedia è avvenuta a Comiso, in provincia di Ragusa. Il delitto è maturato nell’ambito di una situazione familiare molto difficile, aggravata dalla disoccupazione del giovane e dalla sua continua richiesta di denaro. Bottari due mesi fa era stato cacciato da casa dal padre cieco: era l’epilogo di una catena infinita di contrasti di interesse, litigi, diverbi. Un clima insostenibile che ha scatenato la tragedia. “Non ne potevo più” sono state le prime parole dette al commissario, Roberta Siracusano. Il rogo che ha ucciso Arcidiacono, domato poi dai vigili del fuoco, ha avvolto anche il figlio che però ha riportato solo lievi ustioni alle gambe e alle mani e per questo è stato portato in ospedale dove è stato poi interrogato. Mirko Bottari è tutt’ora piantonato nella sua camera d’ospedale in attesa di essere posto sotto custodia cautelare. {jcomments on}