Pubblichiamo un intervento di Francesco Storace all’indomani della convention di Orvieto sulle varie anime della destra.

Sarà durissima, ma dobbiamo provarci, riuscirci a rifarla questa destra italiana. Cessino i comportamenti ostruzionistici, si tenti di ricominciare a vivere un sogno che fu infranto sull’altare del partito unico.
La convention di Orvieto, con il dibattito che ha accompagnato, precedendolo, il nostro comitato centrale, ha rappresentato una tappa importante. Cinque mesi fa, dopo le politiche, pensavamo che fosse tutto finito. Ora vediamo che può rinascere la speranza.
Se tutti faremo seguire i fatti alle parole, sabato 28 settembre porteremo a Roma decine di migliaia di persone. Esattamente come il 3 marzo dello scorso anno. Ma con un obiettivo in più, che riguarda appunto un percorso costituente da lanciare attraverso la mobilitazione popolare.
Per farlo, però, ciascuno deve dire ora se ci sta o no. Se si accontenta di aderire a Forza Italia, ovvero se preferisce continuare lungo la strada della divisione a destra. Oppure – e sarebbe meglio – se accetta di combattere insieme
A Orvieto ho sentito passaggi importanti da molti degli intervenuti. Ora attendo atteggiamenti conseguenti.
È importante sapere se si vuole fare la grande manifestazione che proponiamo; e’ importante sapere se si vuole procedere unitariamente; e’ importante sapere se vogliamo rispondere ad una domanda di destra che nel paese esiste.
È molto meno importante sapere in questo momento chi deve essere alla guida di questo processo, anche perché sarebbe meglio deciderlo in elezioni primarie. Sia per la destra che verrà, sia per il centrodestra se quella sarà l’alleanza (per quel che ci riguarda dipenderà solo dai contenuti, perché nulla e’ più scontato).
È evidente che chi sta oggi in Parlamento ha più fiches da giocare, vincera’ la partita se comprenderà che la squadra dovrà vedere giocatori competitivi in campo. Ed e’ ovvio che si dovrà trovare una via di mezzo tra vecchie glorie e primavera, ma impiccarsi al tu si’ e tu no sarebbe abbastanza ridicolo. Se discrimine deve esserci, per me, per noi, e’ quella anzitutto di carattere morale: etica al primo posto.
A Orvieto sono venuti tutti, e questo e’ importante. Ora diventa decisivo agire con urgenza, e lo voglio dire con affetto a Ignazio La Russa. Non si può passare da senzapaura a senzapremura, per restare a uno dei loro slogan più fortunati. C’e’ davvero bisogno di muoversi con celerita’, e sfruttare l’estate per preparare al meglio le prossime sfide. Non è più tempo di vacanze.
Assumiamoci tutti la responsabilita’ di dare vita ad una grande e rinnovata forza politica di valore e di valori. Lo facemmo proprio con la partenza dell’operazione Alleanza nazionale. E se abbiamo detto Next An e’ per far capire che puntiamo al futuro, sapendo da dove abbiamo interrotto una storia. Non piace il nome? Ci si ragionera’, ma quello deve essere il punto di partenza. Di meglio per ora in giro si vede pochino.
Ci vuole solo un po’ di coraggio nel ri-partire. L’obiettivo e’ restituire fiducia a quei troppi milioni di italiani che non votano più. Facciamo capire loro che ci teniamo a non essere eguali agli altri, ciascuno di noi ha esempi della propria storia personale da esibire. Non dimentichiamolo mai.

Francesco Storace 

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