silvio-berlusconiIn caso di sentenze di condanna il Cav starebbe pensando di riparare all’estero. Allo studio la legislazione di altri Paesi.


Secondo quanto riportano alcuni siti web Berlusconi avrebbe chiesto ad uno studio legale internazionale di verificare in quali Paesi esteri vi sarebbe la garanzia di soggiorno anche di fronte ad una condanna definitiva al carcere intervenuta in Italia per quel reato.
Il caso dei diritti tv Mediaset è uno dei primi che potrebbe arrivare sentenza definitiva. La Cassazione tra la fine del 2013 e i primi mesi del prossimo anno emetterà il suo verdetto: il rischio è che confermi la condanna a 4 anni di reclusione, di cui tre coperti da indulto, e 5 anni di interdizione dai pubblici uffici emessa l’8 maggio scorso i giudici della seconda Corte d’Appello di Milano.
Ma non è solo il caso Mediaset a preoccupare il leader del Pdl. C’è anche il processo Ruby dove pende una condanna in primo grado di sette anni e l’interdizione dei pubblici uffici, c’è la questione Unipol per la quale Berlusconi era stato condannato per concorso in rivelazione si segreto d’ufficio, e la cosiddetta compra-vendita dei senatori per la quale il leader del Pdl è indagato a Napoli con l’accusa di corruzione per avere versato in nero tre milioni di euro a Sergio De Gregorio, all’epoca senatore eletto nell’Italia dei valori (Idv), al fine di farlo passare nelle file del centrodestra e rendere precaria la già difficile vita del governo Prodi.
Da qui l’idea di cercare una soluzione in caso di condanna definitiva. Mollare  tutto e riparare all’estero in un esilio dorato.

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