4083254908Il Pontefice ha compiuto il suo primo viaggio apostolico a bordo di un Falcon 900 dell’Aeronautica militare, decollato poco prima delle 8 dall’aeroporto militare di Ciampino. All’arrivo nell’isola delle Pelagie è stato accolto dall’arcivescovo di Agrigento, Francesco Montenegro, e dal sindaco Giusi Nicolini.


Il pontefice ha poi raggiunto Cala Pisana, dove si è imbarcato su una motovedetta della Guarda Costiera per andare a gettare una corona di fiori in mare in ricordo di tutti i migranti morti nel Mediterraneo. Prima, però, si è raccolto in preghiera per alcuni minuti. L’imbarcazione di Papa Francesco è stata accompagnata da un corteo di barche di pescatori.
Poi, a Punta Favaloro, Papa Francesco ha incontrato 50 immigrati, molti dei quali musulmani, giunti sull’isola nei giorni scorsi e ospitati nel centro di accoglienza. Il gruppo ha intonato un canto e il Papa li ha salutati uno per uno, stringendo mani e abbracciandoli. “Vi ringrazio per la vostra accoglienza. Prego per voi, anche per quelli che non sono qui”, ha detto.
Il Papa, quindi, è salito su una campagnola scoperta per dirigersi al campo sportivo di Lampedusa dove sta celebrando la messa davanti a 15.000 persone. Nella messa, Bergoglio ha rivolto un pensiero “ai cari immigrati musulmani che stanno iniziando il digiuno di Ramadan, con l’augurio di abbondanti frutti spirituali”. “La Chiesa vi è vicina – ha aggiunto – nella ricerca di una vita piu’ dignitosa per voi e le vostre famiglie. A voi, ‘O ‘scia’”.
Il Papa ha sottolineato che la “cultura del benessere” ci rende “insensibili alle grida degli altri”, ci fa vivere “in bolle di sapone”, in una situazione “che porta all’indifferenza verso gli altri, anzi porta alla globalizzazione dell’indifferenza. Ci siamo abituati alla sofferenza dell’altro, non ci riguarda, non ci interessa, non è affare nostro!”
Partendo dalle domande bibliche “Adamo, dove sei?” e “Caino, dov’è tuo fratello”, Bergoglio, con riferimento ai naufragi dei migranti, ha detto a Lampedusa che “queste due domande di Dio risuonano anche oggi, con tutta la loro forza!”. “Tanti di noi, mi includo anch’io, siamo disorientati, non siamo più attenti al mondo in cui viviamo”, e “non siamo più capaci neppure di custodirci gli uni gli altri”. E’ così, secondo il Santo Padre, che “si giunge a tragedie come quella a cui abbiamo assistito”.

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