barbielammQuando si domanda quale sia l’immaginaria perfezione del corpo, lo stereotipo cui ambire per sentirsi belli, attraenti e sexy, il cervello elabora immediatamente l’immagine di divi holliwoodiani, modelle sensuali che, molto spesso, perpetuano però un ideale tutt’altro che sano.

Negli ultimi anni fonte di critiche per i media, gli stilisti e i grandi marchi è la promozione dell’immagine di un corpo bello perché magro, magro ai limiti e talvolta oltre i limiti dell’anoressia, dove non c’è spazio per quelle forme che in passato facevano girare la testa.

La cronaca ci racconta tante storie drammatiche, legate alla speranza di raggiungere questi modelli ‘imposti’. Molti interpretano in maniera preoccupante il proliferare delle taglie XXS, tanto da avviare campagne di sensibilizzazione e boicottaggio contro coloro che, invece, continuano ad imporre questi prototipi, come la nota Abercrombie & Ficth, finita per ultima nell’occhio del ciclone.

Da qui prende avvio, in maniera molto più leggera, il progetto di Nickolay Lamm ‘Barbie vs Real Life. A Study in body comparison’ volto a creare una bambola più vicina alla realtà. L’artista, poco più che ventenne, servendosi dei dati forniti dal CDC (l’organismo americano per il controllo e la prevenzione delle malattie) relativi al peso, all’altezza e alla massa appartenenti a una americana media di 19 anni, ha costruito un modello 3D di Barbie, sottolineando come, in effetti, il risultato non sia così male. La Barbie ‘reale’ è più bassa, meno affusolata e senza il vitino di vesta della nota bambola della Mattel, ma è ben proporzionata e soprattutto incarna una bellezza davvero raggiungibile. Se ci fosse la minima possibilità che la Barbie possa incidere negativamente sui comportamenti, costruendola seguendo proporzioni reali, darebbe vita ad un modello di perfezione possibile e quindi non dannoso.
Generazioni di donne sono cresciute immedesimandosi nella Barbie senza per questo sentirsi inadatte davanti allo specchio, ma i tempi cambiano e, chissà che questo non possa essere un passo verso una società davvero ‘più bella’. {jcomments on}