urna-elezioniIl Pd si aggiudica tutti i ballottaggi e le amministrative siciliane mentre il Pdl esce dalla tornata amministrativa con le ossa rotte. Non è solo il risultato di Roma che ha visto il predominio di Ignazio Marino a bruciare. E’ il risultato complessivo di un Centrodestra che è andato malissimo. E’ franata la Lega che ha perso le roccaforti venete, è crollato il Pdl che in tutta Italia ha pagato l’astensionismo.
Accanto al Pdl male è andato il Movimento 5 Stelle che in Sicilia è al ballottaggio solo al Comune di Ragusa.


l centrosinistra fa en plein: trionfa a Roma, che strappa al centrodestra dopo 5 anni, così come Brescia, governata dal Pdl negli ultimi 5 anni. Dopo 18 anni di indiscusso dominio del centrodestra, si riprende anche Viterbo, e dopo 20 anni strappa Treviso alla Lega e Imperia (feudo dell’ex ministro Claudio Scajola) al Pdl. Tutti gli 11 capoluoghi al ballottaggio sono infatti andati a sindaci del centrosinistra, e, se si sommano ai 5 già vinti al primo turno (Sondrio, Pisa, Massa, Isernia e Vicenza) portano la vittoria del centrosinistra sul centrodestra a 16 a 0.
Nei capoluoghi brucia alla Lega la sconfitta di Gentilini, il ‘sindaco sceriffo’ che, direttamente o indirettamente, ha guidato la politica di Treviso dal lontano ’94. A Siena, storica roccaforte del centrosinistra sconvolta dal caso Monte dei Paschi, Bruno Valentini (Pd, Sel e lista civica) riesce, con il 52% dei voti, a prevalere di misura su Eugenio Neri, che si ferma al 48%.
Il centrosinistra riesce a riconfermare la poltrona del sindaco a Lodi – dove vince Simone Uggetti (Pd, Sel e liste civiche) – a Barletta, dove si impone, con il 62,9%, Pasquale Cascella, giornalista ed ex portavoce del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ad Avellino, dove vince Paolo Foti, con il 60,6% dei consensi e ad Ancona. Qui Valeria Mancinelli, candidata del centro sinistra, ha battuto con il 62,6% lo sfidante del centro destra Italo D’Angelo (37,4%) ed è il primo sindaco donna della città. Negli altri 56 comuni al voto – 54 superiori ai 15 mila abitanti, 2 inferiori a questa cifra – 34 sono andati al centrosinistra, 2 se li è aggiudicati il Movimento Cinque Stelle: sono Pomezia (Latina) e Assemini (Cagliari).
Risultato eclatante è quello di Brescia, dove, dopo 5 anni, la città torna ad essere guidata dal centro sinistra. Emilio Del Bono, sostenuto da Pd e civiche, ha ottenuto il 56,52% dei voti. Il candidato del centro destra, il sindaco uscente Adriano Paroli, si è fermato al 43,47%. Un altro feudo strappato al centrodestra è Imperia: dopo 20 anni di governo di centrodestra, il feudo dell’ex ministro Claudio Scajola ha deciso di cambiare. Il nuovo sindaco è l’imprenditore Carlo Capacci, sostenuto da Pd e tre liste civiche, tra cui una che fa capo all’ex sindaco Paolo Strescino (ex Pdl) e che raccoglie dissidenti del Pdl. Ha vinto il ballottaggio con oltre il 76%; al candidato Pdl, Erminio Annoni, il 23,8%. Il centrosinistra torna anche alla guida di Viterbo, dopo 18 anni: Leonardo Michelini, con il 62,9% dei consensi, ha strappato la città al sindaco uscente Giulio Marini, che si è fermato al 37,1%. A Iglesia commissariata e prima in mano al centrodestra, vince, anche se di misura, Emilio Gariazzo (Pd, Sel, Comunisti italiani, liste civiche) con il 51,7%.
«È urgente aprire una grande riflessione a Roma e nel Lazio. Dobbiamo guardarci in faccia, smetterla con la smania delle correnti che penalizzano tutti. Bisogna serrare le fila, e lo dico io che quando ho passato il peggior periodo della mia vita, pochi mesi fa, vicino a me ho sentito il partito nazionale, Berlusconi, Alfano, Lupi, ma, per il resto, lasciamo perdere…» ha commentato Renata Polverini.

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