maro-indiaChe fine hanno fatto Massimiliano Latorre e Salvatore Girone? Non si parla quasi più dei due marò italiani che da oltre un anno sono ostaggio delle autorità indiane in attesa di un processo che pare non si dibatta mai.


Ma, soprattutto, che sta facendo il ministro degli Esteri Emma Bonino per risolvere la complicata vertenza diplomatica?
Della vicenda il responsabile della Farnesina non parla più. E il governo Letta sembra non avere il problema in agenda.
Così dopo la figuraccia rimediata dal governo Monti l’attuale dicastero smbra sostanzialmente disinteressarsi della vicenda.
Tutto ebbe inizio  il 15 febbraio 2012 la Marina Militare italiana comunicava ufficialmente: cheFucilieri del Battaglione S. Marco, imbarcati come nucleo di protezione militare (NPM) su mercantili italiani eranointervenuti alle 12,30 indiane, sventando un ennesimo tentativo di abbordaggio. La presenza dei militari della Marina Militare ha dissuaso cinque predoni del mare che a bordo di un peschereccio hanno tentato l’arrembaggio della Enrica Lexie a circa 30 miglia ad Ovest della costa meridionale indiana…
Da quel momento è inoziata  una delle più complesse controversie internazionali caratterizzata da una serie di titubanze e  decisioni anche discordanti fra loro.
Ma soprattutto quel giorno è ominciata anche l’odissea di due italiani, militari, coinvolti in vicende collegate al compito istituzionale loro assegnato, presi in ostaggio da uno Stato Terzo, arrogante nei confronti di un’Italia pronta a cedere sovranità a vantaggio  di non meglio definiti  interessi economici.
Il perdurare del silenzio del governo e del ministro Bonino risulta inquietante e non può, francamente, più perdurare.

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