Si chiama Edward Snowden la fonte del ‘The Guardian’ che ha messo in moto lo scandalo sulle intercettazioni americane. L’ex tecnico della Cia ha raccolto e copiato il materiale circa 20 giorni fa dal suo ufficio della Nsa alle Hawaii. Quindi ha avvertito il suo capo che sarebbe stato fuori per almeno due settimane per una cura contro l’epilessia, di cui soffriva da tempo; ha salutato la sua ragazza dicendole che sarebbe stato fuori per un po’ e, con la sua borsa piena di segreti, il 20 maggio si è imbarcato su un volo per Hong Kong, dove è rimasto sino a ora. “Avevo una vita comoda: ragazza, lavoro e carriera. Ma ho deciso di sacrificare tutto perché non avevo la coscienza a posto nel permettere che il governo Usa distruggesse ogni privacy, libertà della rete, e diritti fondamentali delle persone in tutto il mondo”. Questa la motivazione che il 29enne adduce alla sua denuncia. Intervistato dal giornale inglese in un albergo di Hong Kong, rivela di sperare nell’asilo politico di paesi come L’Islanda, ma che allo stesso tempo teme per la vita dei suoi cari rimasti in territorio americano.{jcomments on}