napDiciotto mesi. E’ il tempo che il Capo dello Stato concede a Enrico Letta per fare le riforme necesarie.Poi a casa.
Il presidente conversando con i giornalisti nei giardini del Quirinale in occasione delle celebrazioni del 2 giugno, ha espresso “apprezzamento per quello che hanno fatto le forze politiche”, riferendosi alla decisione di formare un governo di larghe intese.

“Una scelta che comporta sacrifici da parte dei singoli partiti, una scelta eccezionale e senza dubbio a termine”.
Il presidente della Repubblica ha ricordato infatti che quello delle riforme è “un processo molto complesso” e quindi è “importante tenere il ritmo”. Il Capo dello Stato, rispondendo ai giornalisti, ha spiegato che quando ieri ha dato appuntamento al prossimo 2 giugno per avere un’Italia serena, non intendeva assolutamente fornire una tempistica alle riforme. Ciò detto, Napolitano si è detto sicuro che “da qui ad un anno si capirà a che punto siamo, e allora tra un anno sarà chiara che l’Italia si è data una prospettiva più serena e sicura.
Napolitano ha quindi glissato il problema della riforma presidenzialista dicendo che non intende parlare dell’argomento “nè ora nè mai”.

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