Governo-LettaVia libera del Consiglio dei ministri al disegno di legge per l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. Si passerà gradualmente a un regime di contribuzione volontaria dei cittadini.


Erogazioni volontarie con detrazioni del 52% per gli importi fra i 50 e i 5.000 euro e del 26% per tutti gli altri fino a un massimo di 20mila; destinazione volontaria del 2 per mille; concessione gratuita di spazi (anche tv) e servizi. Sono gli unici canali di sostegno ai partiti previsti nella bozza del ddl.
Sarà graduale e spalmata nell’arco di tre anni l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, che sarà ridotto al 60% il primo anno, al 50% il secondo anno e al 40% al terzo anno, per poi essere abolito del tutto.
«È abolito il finanziamento pubblico ai partiti. I partiti e i movimenti politici sono beneficiari di forme di contribuzione volontaria privata agevolata alle condizioni previste dalla presente legge», recita l’articolo 1 del disegno di legge “Disciplina del
finanziamento dei movimenti e partiti politici”, arrivato oggi in Consiglio dei ministri, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa Public policy. Il testo è di complessivi 15 articoli.
I partiti che non adotteranno uno statuto, con criteri di trasparenza e democraticità, non potranno essere ammessi a benefici quali le detrazioni per le erogazioni volontarie, la destinazione volontaria del 2 per mille e la concessione gratuita di spazi e servizi.

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