cartina-stelleLa Commissione europea ha raccomandato l’abrogazione della procedura per deficit eccessivo per l’Italia e per altri quattro Paesi: Lettonia, Ungheria, Lituania e Romania.


La Commissione Ue ritiene che gli impegni e le misure del governo italiano assicurino che il rapporto tra deficit e pil resti sotto il 3% sia nel 2013 sia nel 2014, l’aggiustamento strutturale della finanza pubblica è “adeguato” nel 2013 mentre nel 2014 “mostra una deviazione dal percorso di aggiustamento teso al conseguimento dell’obiettivo a medio termine”. Se la parte positiva dell’analisi e della valutazione generale è chiara e netta: “L’italia a partire da quest’anno rientra in un triennio di transizione riguardo al soddisfacimento del criterio del debito e la traiettoria del debito indicata assicura la realizzazione di progressi sufficienti a tal fine. Tuttavia, le proiezioni del disavanzo e del debito sono subordinate all’attuazione piena delle misure di bilancio e delle riforme strutturali adottate che sono essenziali per rafforzare la fiducia dei mercati e per promuovere la crescita e l’occupazione”. Ed ecco il punto debole del Belpaese: “Nonostante siano state adottate importanti riforme per rafforzare la sostenibilità di bilancio e stimolare la crescita, la loro attuazione rimane problematica e vi è spazio per ulteriori interventi”. Mancano le approvazioni per misure “fondamentali”, oppure mancano le disposizioni attuative, “esiste il rischio che i diversi livelli amministrativi non siano seguito uniforme alla loro corretta applicazione”.
“L’uscita del nostro Paese dalla procedura europea per i disavanzi eccessivi è motivo di grande soddisfazione. Il merito è dello sforzo sostenuto da tutti gli Italiani, che devono essere orgogliosi di questo risultato”, ha commentato il presidente del Consiglio, Enrico Letta.
Nel capitolo dedicato al nostro paese la Commissione ricorda come per l’Italia la procedura sia stata aperta nel 2009, quando il deficit toccò il picco al 5,5% del Pil. Da allora, riconosce l’esecutivo comunitario, il disavanzo dell’Italia è stato costantemente abbassato ed ha raggiunto il 3,0% del Pil nel 2012, ovvero nei termini fissati dal Consiglio. Inoltre, il programma di stabilità per il 2013-17, adottato dal governo italiano lo scorso 10 aprile e approvato dal Parlamento il 7 maggio, prevede un ulteriore calo del deficit al 2,9% del Pil nel 2013 e all’1,8% del PIL nel 2014. Le stime di primavera della Commissione, peraltro, prevedono un disavanzo dei conti pubblici italiani pari al 2,9% del Pil nel 2013 e al 2,5% nel 2014, valori al di sotto della soglia del 3% richiesta per chiudere la procedura.

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