referendumbolognaAl referendum vince il “No” ai contributi comunali. Ma a votare sono sttai veramente in pochi: su 290mila aventi diritto, ieri sono andati a votare soltanto 85.934, pari al 28,71 per cento. E’ il dato più basso della storia della città:

mai, neppure nei precedenti referendum cittadini – che per regolamento sono comunque soltanto consultivi e dunque sono senza quorum – si era scesi sotto la soglia del 30 per cento.
Il “No” è passato per il 59% contro il 41.
“La scuola pubblica – dicono i promotori di Comitato Articolo 33 (Un’alleanza di Sel r grillini guidata da Stefano Rodotà)  – ha vinto il referendum nonostante una larga alleanza di forze politiche ed economiche abbia sostenuto l’opzione B con tutto il proprio peso. Un risultato che lancia un messaggio al paese: la scuola di tutti, laica e gratuita, è un bene comune e deve rimanere un diritto come sancito dalla nostra Costituzione”.
Contro Pd, Pdl, Udc, Romano Prodi e  lo stesso sindaco Virginio Merola che si era speso in una lunga serie di incontri con la cittadinanza per invitarla a partecipare al voto e a rigettare il quesito referendario. Nondimeno, a sconfitta maturata, non è mancato qualche tentativo di minimizzare la portata del risultato: “I dati sull’affluenza – è il commento del deputato Pd Edoardo Patriarca – dimostrano che ha votato una minoranza. Si è trattato di una battaglia ideologica che non interessa la gran parte dei cittadini. I bolognesi hanno capito che la sussidiarietà è la chiave di volta laddove lo Stato non riesce ad arrivare”.
Al di là del risultato quello di Bologna è un precedente pericvoloso, C’è da giurare, infatti, che verràrisporosto in altri comuni trovando sempre l’alleanza sperimentata a Bologna.

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