Integration SchildSempre più italiani lasciano il Paese per cercare un lavoro all’estero: meta preferita la Germania.
Nel 2012 gli arrivi in terra tedesca hanno segnato il record da 17 anni a questa parte, soprattutto dai Paesi meridionali dell’Eurozona schiacciati dalla crisi. Dal Belpaese è partito il 40 per cento delle persone in più rispetto al 2011.


In particolare l’anno scosro si sono trasferiti nella Repubblica federale 1milione e ottomila persone. Nello stesso arco di tempo circa 712mila cittadini tedeschi se ne sono invece andati all’estero a cercare lavori meglio retribuiti (ciò riguarda soprattutto alcune categorie come i medici, retribuiti molto meglio in Norvegia o Nordamerica che non in Germania).
Al èrimo posto tra gli immigrati troviamo i polacchi, con 180mila persone, seguiti dai romeni (centosedicimila), dai bulgari con 58mila migranti e dagli ungheresi con 54mila, alto numero rispetto ai pochi abitanti del paese, appena dieci milioni. Ma in percentuale, l’aumento dell’immigrazione polacca è solo dell’otto per cento, di quella bulgara il 14 per cento e di quella romena il 23 per cento.
Però l’aumento degli arrivi di italiani in Germania è del 40 per cento, quello di greci e portoghesi del 43 per cento, quello dei giovani spagnoli addirittura del 45 per cento. In valore assoluto, gli immigrati italiani hanno superato la soglia di 42mila persone, più delle 34mila provenienti dalla Grecia e dei 30mila spagnoli.
I nuovi arrivati sono in media di dieci anni più giovani rispetto all’età media dei cittadini tedeschi, e quasi sempre hanno un’alta qualifica culturale e professionale, del livello di una laurea universitaria.
La crisi economica e l’austerità imposta agli italiani dal governo Monti su rpessioni proprio della Germania sta dunque determinando una vera e propria fuga di giovani, soprattutto i più capaci e quelli con più elevato livello di scolarizzazione, dal nostro Paese. E’ un’altra conferma dell’impoverimento dell’Italia dopo la “cura Monti”

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