Francesco Nitto Palma è stato eletto alla presidenza della commissione Giustizia del Senato alla quarta votazione. Al ballottaggio con il grillino Mario Michele Giarrusso l’esponente del Pdl ha ottenuto 13 voti, mentre ci sono state otto schede bianche, una nulla e quattro per il senatore del M5S. L’elezione è stata salutata da un applauso del Pdl.

«Il nostro candidato resta Nitto Palma». Silvio Berlusconi non aveva arretrato oggi dopo le due bocciature di ieri e, di fronte alla doppia fumata nera che aveva impedito all’ex Guardasigilli di essere nominato presidente, aveva mantenuto il punto evitando di rivedere l’accordo siglato con il Pd. «Sono loro ad aver violato i patti, mettendo in evidenza di essere ormai un partito anarchico e senza una guida. Letta ne prenda atto»: era stato l’avvertimento del Cavaliere.

Il Pd oggi aveva votato scheda bianca anche nella terza votazione, quando c’era stata un’altra fumata nera dopo le due di ieri per l’opposizione del Pd all’esponente berlusconiano. Scelta Civica ha invece votato per Palma.

Gasparri. «Sarebbe stata incomprensibile la mancata elezione a presidente della commissione Giustizia al Senato di una persona adeguata e competente come Nitto Palma. Prendiamo atto che il Pd ha scelto la strada della scheda bianca piuttosto che un voto esplicito. Va comunque registrato l’epilogo positivo, mentre non ci si può che rammaricare per la continua agitazione interna al Pd che in questa fase delicata si riflette ancora sulla vita delle istituzioni», commenta il vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri del Pdl.

Scelta civica. «Quello a cui abbiamo assistito con la votazione sulla presidenza Nitto Palma in commissione Giustizia è davvero il teatrino della vecchia politica. Hanno votato senza battere ciglio Formigoni in commissione Agricoltura e poi qui, dopo aver preso un accordo preciso, non lo hanno rispettato». È questo lo sfogo del capogruppo di Scelta civica al Senato, Gianluca Susta, dopo il voto in commissione Giustizia del Senato. «Abbiamo già espresso la nostra insoddisfazione a Zanda, Letta e Franceschini. Non ci si comporta così».

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