letta barroso br 280xFreeConferma piena degli impegni sul deficit pubblico assunti a livello europeo e una richiesta precisa: “All’interno di quegli impegni occorrono scelte perché l’Italia abbia più spazi per la crescita”. Questa la linea che il premier Enrico Letta ha esposto nei primi contatti diretti con i leader europeiAngela Merkel, Francois Hollande, il premier belga Elio Di Rupo e il presidente Ue Herman Van Rompuy.


Tesi che ha ribadito stamattina al numero 1 della Commissione José Barroso (nella foto).
“Il primo punto sono le riforme costituzionali, il secondo le misure per affrontare l’emergenza economica – ha detto Enrico Letta – L’incubo del Paese è la disoccupazione giovanile, che è anche l’incubo dell’Europa. Ho confermato gli impegni assunti dal precedente Governo ma nelle prossime settimane presenteremo le idee per restare dentro questi impegni e adottare misure” di contrasto della disociccupazione. “confidiamo che il Governo italiano finanzi queste misure in modo credibile rispettando gli obbiettivi di deficit”, ha subito precisato Barroso. “Sono più ottimista di a quando sono partito, ho visto in Europa la coonsapevolezza che i cittadini europei devono vedere l’Europa come strumento di risposte positive, c’è comprensione della fatica sociale che si sta vivendo”, ha detto Letta.
Il quadro dell’azione italiana che si sta definendo non prevede la richiesta di ‘sforamento’ del 3% del deficit/pil. L’obiettivo di mantenere il deficit/pil sotto il 3% quest’anno (per l’esattezza al 2,9%) e l’anno prossimo non viene messo in discussione dal momento che è la condizione necessaria per uscire dalla procedura per deficit possibile perché il disavanzo nel 2012 è arrivato al 3%. Solo se nei due anni successivi, cioè nel 2013 e nel 2014, il deficit è previsto sotto la soglia del 3%, è possibile chiudere la procedura.
Il premier ha indicato che le modalità di reperimento dei fondi verranno affrontate con Barroso in un incontro successivo, prima fra tutte l’intervento sull’Imu. La linea di Bruxelles è nota: gli impegni dell’Italia vanno rispettati e la flessibilità sulla valutazione contabile della spesa per investimenti può essere praticata solo se l’Italia esce dalla procedura. Se viene alleggerita l’Imu, le entrate mancanti vanno trovate da altre parti.

{jcomments on}