MariniLa prima votazione per il Presidente della Repubblica è terminata con un nulla di fatto. Franco Marini, grande favorito e sponsorizzato da Pdl e Pd, non ha ottenuto i voti necessari all’elezione. Hanno remato contro ampi settori del Pd che in quetso modo hanno inteso contestare Bersani e ogni intesa col Pdl.


Sull’ex presidente del Senato dovevano convergere fin dalla prima conta anche i voti di Scelta civica e della Lega Nord, che in un primo momento aveva deciso di puntare su Manuela Dal Lago. A mancare, però, sono state proprio le preferenze dei democratici, spaccati sul nome proposto da Bersani e Berlusconi. Critiche erano piovute da Matteo Renzi, che, insieme ai suoi, potrebbe aver scelto Sergio Chiamparino come voto di protesta. Con il sì di Carroccio e montiani l’ex presidente del Senato poteva infatti contare su un bacino di 745 voti (escludendo i 51 renziani), ma si è fermato ad appena 522 preferenze, mentre le schede bianche sono state ben 122.
Secondo con 241 voti Stefano Rodotà, candidato del MoVimento 5 Stelle che piace a buona parte della sinistra, a partire dai vendoliani.
Molti i voti nulli e dispersi. Preferenze sono andate a Valeria Marini. veronica Lario e al Conte Mascetti di Amici Miei
Nei primi tre scrutini è necessaria una maggioranza qualificata, pari ai due terzi dell’assemblea (672 voti), mentre a partire dal quarto scrutinio in poi basterà ottenere la maggioranza assoluta dei voti (504). Sulla carta Pd, Pdl e Scelta civica hanno inumeri pe eleggere Marini al primoscrutinio. Ma non è detto, vista la crescente opposizione nel Pd alla proposta del segretario, che il capo dello Stato possa essere eletto al primo scrutinio. Oggi Marini potrebbe infatti finire sotto il fuoco amico, senza contare che la Lega ha annunciato che voterà Manuela Dal Lago, Sel è contro e in Scelta Civica serpeggia perplessità. E più di uno nel Pd sostiene che l’ex leader sindacale non passerà.
Alla prossima chiama il Pd voterà scheda bianca..