PapafrancescobellaE’ il primo pontefice non europeo, il primo gesuita a sedere sulla cattedra di Pietro, il primo a chiamarsi Francesco. Jorge Mario Bergoglio chiamato a succedere a Benedetto XVI è stato certamente una sorpresa.


Nato a Buenos Aires il 17 dicembre 1936 ha un cognome italiano per via del bisnonno di Portacomaro, Asti. Da lì il padre Mario, un ferroviere, emigrò.
Da giovane ha frequentato  una scuola per chimici, ma dopo il diploma è entrato nel seminario e, poi, nella Compagnia di Gesù.  Nel 1997 diventa arcivescovo coadiutore di Buenos Aires e l’anno dopo succede al cardinale Quarracino, lo stesso da cui aveva ricevuto l’ordinazione episcopale.
Giovanni Paolo II lo nomina cardinale nel concistoro del 21 febbraio del 2001,
In Argentina negli anni della dittatura si è dedicato ai poveri con tutta la forza: con la vendita delle scuole dei gesuiti, distribuendo pasti nei Barios. Si racconta che abbia rifiutato una prima volta la nomina a presidente dei vescovi dell’Argentina, incarico che poi ha ricoperto dal 2005 al 2011.
In nuovo Papa ama Beethoven, il tango e il calcio, I promessi sposi e la Divina commedia, «Il pranzo di Babette» è il film preferito.
E’ un gesuita all’antica, fedelissimo di sant’Ignazio. Si batte contro la globalizzazione che impoverisce ancora di più i poveri, immagina una chiesa «capace di uscire per strada, cercare la gente: questa è la nostra missione». Una chiesa che rinunci ai privilegi e combatta il carrierismo, non «autistica e autoreferenziale», che sappia anche selezionare i sacerdoti.
Sul suo passato ci sono le ombre della giunta militare: un avvocato lo ha accusato di complicità nel rapimenti di due gesuiti liberali. Le prove sarebbero contenute nel libro «L’isola del Silenzio. Il ruolo della Chiesa nella dittatura argentina», del giornalista argentino Horacio Verbitsky.

“Cari fratelli e sorelle, buona sera”, ha esordito interrotto da un applauso appena presentatosi alla folla dei fedeli raccolta a Piazza San Pietro. “Voi sapete che il Papa è vescovo di Roma – ha detto – ma sembra che i miei fratelli cardinali siano andati a prenderlo quasi alla fine del mondo. Ma siamo qui, vi ringrazio dell’accoglienza”.
“Ringrazio la città di Roma come suo vescovo – ha proseguito il Pontedice nel suo primo discorso pubblico – e prima di tutto vorrei fare una preghiera per il nostro vescovo emerito Benedetto XVI: preghiamo tutti insieme per lui, perché il Signore lo benedica e la Madonna lo custodisca”.

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