benedettoxvi“Il Vangelo purifica e rinnova”. E’ questo il messaggio piu’ importante che Benedetto XVI ha affidato alla Chiesa Cattolica nel suo ultimo discorso pubblico. Si chiudono cosi’ 8 anni di un Pontificato che ha vissuto, ha detto, “anche momenti non facili”.
 “In questo momento, c’e’ in me una grande fiducia, perche’ so, sappiamo tutti noi, che la Parola di verita’ del Vangelo e’ la forza della Chiesa”

, ha confidato pero’ il Papa dimissionario ai 150 mila fedeli presenti oggi all’Udienza Generale. “Questa e’ la mia fiducia, questa e’ la mia gioia”, ha rivelato con voce commossa, mentre i fedeli lo interrompevano 12 volte con prolungati applausi.
“Quando, il 19 aprile di quasi otto anni fa, ho accettato di assumere il ministero petrino, ho avuto ferma questa certezza che mi ha sempre accompagnato”, ha assicurato ricordando pero’ anche il suo smarrimento al momento dell’elezione, davanti anche alla prospettiva non allegra, determinata dal fatto che “il Papa e’ di tutti e non ha piu’ nessuna privacy”.
“Non abbandono la Croce, ma resto in modo nuovo presso il Signore Crocifisso. Non porto piu’ la potesta’ dell’officio per il governo, ma nel servizio della preghiera resto, per cosi’ dire, nel recinto di san Pietro”, ha poi scandito.
“La mia decisione di rinunciare all’esercizio attivo del ministero, non revoca tutto questo”, ha detto ancora prima di ringraziare per il loro aiuto i cardinali e in il segertario di Stato Tarcisio Bertone. In prima fila, sul sagrato della Basilica di San Pietro, i cardinali di Curia Re, Braz de Aviz, Canizares e Antonelli chiacchierano con alcuni arcivescovi residenziali gia’ arrivati per il Conclave, tra i quali l’italiano Bagnasco, gli statunitensi Dolan e Wuerl, l’australiano Pell. Nel settore riservato ai porporati anche anche personaggi discussi come l’ex arcivescovo di Los Angeles, Roger Mahony e l’ex arcivescovo di Boston, Bernard Law, che era accanto all’ex presidente della Cei, Camillo Ruini. Silenziosi e pensosi i campioni della lotta agli abusi sessuali: il cappuccino americano O’Malley, che a Boston ha venduto l’episcopio per pagare i danni alle vittime, e l’austriaco Schoenborn, che ha fatto luce sui crimini compiuti dal suo predecessore Groer, subendo per questo l’ostracismo della Curia Romana.
Presenti anche i tre cardinali della Commissione d’inchiesta, Herranz, De Giorgi e Tomko. I cardinali elettori gia’ presenti a Roma sono ad oggi qualche decina soltanto e infatti la maggior parte delle sedie loro riservate in piazza San Pietro erano occupate dai 60 porporati che risiedono a Roma, molti dei quali pero’ sono ultraottantenni. La Costituzione Apostolica “Unversi Dominici gregis”, pur modificata nella sua formulazione per chiarire in modo incontestabile che i cardinali possono anticipare l’apertura del Conclave, prevede tuttavia che si debbano aspettare tutti gli elettori tranne queli che abbiano fatto sapere nei dovuti modi che non saranno presenti (al momento due, l’inonesiano Darmaatmadja per malattia, lo scozzese O’Brady, per opportunita’: il Papa lo ha dimissionato ieri da arcivescovo di Glasgow dopo le denunce di quattro ex seminaristi che avrebbe molestato 30 anni fa).

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