beppegrilloIl leader del M5S rifiuta l’offerta di collaborazione avanzata dal segretario del Pd. E gli risponde da par suo: “Bersani è un morto che parla. E’ uno stalker politico. Da giorni sta importunando il M5S con proposte indecenti invece di dimettersi, come al suo posto farebbe chiunque altro”.


Dopo aver ricordato “i giudizi squisitamente politici” formulati da Bersani in questi mesi, dà al segreterio dem dello “smacchiatore fallito” che “ha l’arroganza di chiedere il nostro sostegno”.
“Negli ultimi venti anni – rimarca il leader dei 5 Stelle – il Pd ha governato per ben 10 anni e nell’ultimo anno e mezzo ha fatto addirittura il governissimo con il Pdl votando qualunque porcata di Rigor Montis. Strette di mano e abbracci quotidiani tra Alfano e Bersani alla Camera, do you remember?”, chiede.
Grillo coglie l’occasione per togliersi i sassolini dalla scarpa e ricorda, uno ad uno, gli epiteti usati dal segretario del Pd che diventa il “morto che parla”, con tanto di locandina del celebre film di Toto’ rivisitata da Grillo in chiave Pd.”‘Fascisti del web, venite qui a dirci zombie’ – ricorda e snocciola il leader del Movimento – ‘Con Grillo finiamo come in Grecia’; ‘Lenin a Grillo gli fa un baffo’; ‘Sei un autocrate da strapazzo’; ‘Grillo porta gente fuori dalla democrazia’; ‘Grillo porta al disastro’; ‘Grillo vuol governare sulle macerie’; ‘Grillo prende in giro la gente’; ‘Nei 5 Stelle poca democrazia’; ‘Grillo fa promesse come Berlusconi’; ‘Grillo dice cose sconosciute a tutte le democrazie’; ‘Grillo? Può portarci fuori da Europa’; ‘Basta con l’uomo solo al comando, guardiamoci ad altezza occhi, la Rete non basta’; ‘Se vince Grillo il Paese sarà nei guai’.
E ancora. “‘Siamo di gran lunga il primo partito e questo vuol dire che siamo compresi. Perché a differenza di quello lì che urla, noi ci guardiamo in faccia, noi facciamo le primarie, stiamo tra la gente’; ‘Indecente, maschilista come Berlusconi’; ‘Da Grillo populismo che può diventare pericoloso'”.
Replica a stretto giro il leader del Partito democratico: “Quel che Grillo ha da dirmi, insulti compresi, lo voglio sentire in Parlamento. E lì ciascuno si assumerà le proprie responsabilità”

 

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