Giannino-jpgE’ bufera sul giornalista candidato premier di Fare – Fermare il declino. Dopo la denuncia dell’economista Zingales (cofondatore del movimento) che ha scoperto un master falso vantato da Giannino, il movimento si interroga sul fututo e sull’esito delle imminenti elezioni.


Giannino ammette di aver pensato molto in questi giorni alla possibilità di dividere la sua strada da quella del Fare. “Sì, ci ho pensato tanto -spiega ai giornalisti convocati in conferenza stampa- se la mia credibilita’ offusca quella del Fare per fermare il declino” e’ giusto che “le nostre strade si separino”. Giannino definisce la vicenda del master inesistente “un autogol che finisce per dare una mano al centrodestra e alla sinistra. La cosa che mi fa stare peggio -aggiunge- e’ la sofferenza per le persone che sono dietro a questo progetto e che hanno e continuano a lavorare moltissimo per quella che, a detta degli analisti, e’ la proposta politica piu’ credibile”.
Nessuna critica per Zingales. “E’ un uomo di grande statura -risponde ai giornalisti che gli chiedono se abbia ipotizzato delle macchinazioni- non voglio fare alcuna illazione. Ma il nostro voto non si da’ turandosi il naso -aggiunge richiamando le parole dello stesso Zingales- se e’ cosi’ io me ne vado”. Il caso del master statunitense e’ comunque “uno schiaffo che lascia il segno, un pugno allo stomaco”, riconosce Giannino che spiega come la vicenda rischi di incidere negativamente sugli indecisi “che rappresentano il nostro bacino di riferimento”.

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