resizerA parlamento sciolto il governo decide di imbarcarsi nella guerra del Mali scatenata dalla Francia. E’ il ministro della Difesa a dare la notizia nonostante le precisazioni che ancora nulla sia stato definito. Italia e Stati Uniti hanno assicurato supporto all’azione della Francia per fermare l’avanzata jihadista” ha detto Giampaolo Di Paola.


Intanto l’Italia metterà a disposizione alcune basi e almeno un paio di aerei cargo. Poi si vedrà.
L’Italia intende ”offrire un concreto sostegno logistico all’operazione” militare in corso nel Mali ”soprattutto ai Paesi africani che hanno difficoltà a trasferire truppe sul teatro operativo”, ha dettio il ministro degli Esteri Giulio Terzi, sottolineando anche il ”sostegno politico all’intervento bilaterale che si può già definire multilaterale” considerato, aveva aggiunto, che ”riguarda molti paesi africani e una serie di paesi europei e occidentali”.
Oggi in occasione della riunione straordinaria dei ministri degli esteri dell’Unione europea dedicata proprio al Mali, sarà data ”assoluta urgenza all’avvio della missione di 250 formatori che dovrebbero recarsi a Bamako per sostenere le capacità di una forza del Mali. La situazione sul terreno nel Mali è precipitata in modo inaspettata”, ha affermato Di Paola precisando che per questo si è reso necessario ”un intervento immediato di contrasto alle azioni della jihad prima che si radichino nelle città”.
Il presidente francese Francois Hollande, parlando a Parigi con i giornalisti, ha dichiarato che se la Francia non fosse intervenuta in Mali, i ribelli islamisti avrebbero “conquistato completamente” il Paese. Il presidente francese ha ammesso che la decisione di intervenire è “carica di conseguenze” per la Francia a causa dei numerosi ostaggi presenti in Africa, ma la “fermezza”, ha aggiunto, è fondamentale per sconfiggere i sequestratori.
Scontri tra i ribelli islamici legati ad al-Qaeda e i militari maliani e francesi sono scoppiati a Diabaly, 400 chilometri da Bamako, dopo che l’esercito ha circondato la zona. Lunedì l’ala di al-Qaeda nel Nord Africa (Aqim) ha preso il controllo di Diabaly dopo una controffensiva lanciata dall’ovest lungo il confine tra Mali e Mauritania. I miliziani dell’Aqim hanno lasciato la città per zone limitrofe dopo il raid aereo lanciato nella notte dall’aviazione francese.
Una fonte della sicurezza maliana ha invece spiegato che circa 200 militari francesi sono entrati a Diabaly in quella che è la prima operazione di terra da quando Parigi ha annunciato il suo intervento in Mali. L’operazione di terra diventa difficile perché ”alcuni terroristi e miliziani islamici si mescolano con la popolazione di Diabaly mentre altri hanno lasciato la città”, ha detto la fonte.

 

{jcomments on}