20120423 grilli87Secondo l’agenzia Bloomberg il ministro dell’Economia avrebbe acquistato un prestigiosissimo immobile nell’area chic dei Parioli, in via San Valentino, a un prezzo nettamente inferiore rispetto a quello di mercato (almeno il 50 per cento).

Il prezzo riportato nella compravendita immobiliare, insomma, sarebbe stato trascritto al ribasso rispetto alla cifra realmente sborsata secondo una tradizione tipicamente italiana finalizzata a pagare meno tasse e evitare controlli antiriciclaggio. Il tutto per un immobile al piano terra «più s1-s2 interno» – si legge nelle carte catastali – in regime di separazione di beni, da 310 metri quadrati suddivisi in 14 vani (soffitti da quasi 4 metri): 7 camere, 4 bagni, cucina, giardino, cantina, due posti auto per circa 1 milione e 65mila euro, poco meno di 3,500 euro al metro, un’occasionissima per il quartiere più esclusivo della Capitale. L’acquisto è stato formalizzato nel 2004, quando i prezzi medi per un alloggio in quella zona si aggiravano sui 7.300 euro al metro quadrato.
Non solo. Per l’acquisto è stato acceso un mutuo del Monte dei Paschi di Siena (banca sott’inchiesta per Antonveneta, procedimento nel quale Grilli è stato interrogato come persona informata sui fatti) un mutuo di circa un milione e 500mila di euro a fronte di una dichiarazione di pagamento di un milione e 50mila. Una stranezza rilanciata dal senatore Elio Lannutti che chiede lumi su questa dichiarazione anomala. «Il premier Monti, che parla sempre di lotta all’evasione, sveli questo mistero».
Sempre Lanutti sottolinea come a vendere l’immobile sia stato  Massimo Tosato, vice-presidente della società londinese Schroder, che è stata accusata di avere rapporti privilegiati con l’ex direttore del Tesoro.
Quello della casa continua dunque ad essere il vizietto preferito dei nostri rappesentanti istituzionali, siano essi politrici come Fini o Scaiola, oppure tecnici come Patrini Griffi e, adesso, Grilli.

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