elezioni-politicheAnche se formalmente non ha ancora deciso è certo che il premier sarà in campo per le prossime elezioni. Che si svolgeranno il 24 febbraio come ha deciso il Quirinale dopo le consultazioni con il Viminale. Mario Monti probabilmente scioglierà la riserva questo fine settimana.

Secondo indiscrezioni guiderà una serie di liste centriste alla Camera, mentre per il Senato concorrerà con un unico raggruppamento.
Attorno a Monti dovrebbero radunarsi l’Udc, il Fli di Gianfranco Fini, Verso la Terza Repubblica di Montezemolo e Riccardi. La speranza è che si aggiungano pezzi del Pd e pezzi del Pdl. I nomi più gettonati sono quelli di Franco Frattini, Giuliano Cazzola, Mario Mauro e tutti quelli che alla Camera non hanno seguito l’indicazione di Silvio Berlusconi di non votare la fiducia al governo. Alla pattuglia si aggiungerà il compagno di scuola del professore, quel Gabriele Albertini che sabato presenterà, per le regionali lombarde, il movimento dal nome montiano: «Lombardia popolare».
L’ambizione è far nascere una forza di centro di stampo europeo che marginalizzi il partito del Cavaliere, la Lega e gli ex di An guidati da Ignazio La Russa.
Berlusconi non lo vogliono nè i centristi nè gli uomini più vicini allo stesso Monti.
A questo punto in vista del voto ormai prossimo si vanno profilando cinque schieramenti: il Pd con Bersani, il Pdl-Lega con Berlusconi o un altro eventuale candidato premier (ancora non è stato deciso nulla) i centristi di Monti, gli arancioni, ossia il partito dei giudici e dei giustizialisti guidato da Ingroia e il Movimento 5 stelle che fa capo a Grillo.
Cosa uscirà poi dalle urne è difficile prevedere. Ma il rischio di instabilità, soprattutto a Palazzo Madama, è molto alto.

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